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Un vero ‘must’ per tutti i fans della scena texana questo “Dancehalls & Dreamers”, prezioso libro edito alcuni anni fa (era il 2008) dalla University of Texas Press, straordinario viaggio nelle più belle locations del Lone Star State. A tirare le fila e guidarci tra i palchi in legno, le piste da ballo e i ricordi delle 10 più belle dancehalls texane è Pat Green che con le storie firmate da Luke Gilliam e le magnifiche fotografie di Guy Rogers III fa un quadro decisamente esaustivo e affascinante dei luoghi che hanno fatto la storia della musica (e continuano a farla) in Texas. A ogni locale è ‘abbinato’ un grande della scena texana che ci porta per mano raccontandoci le emozioni e il suo legame a quel particolare luogo. E allora troviamo Jack Ingram e le storie di scazzottate e grandi bevute nel Bandera Cabaret della minuscola cittadina del Texas centrale, Kevin Fowler e i fiumi di birra del Coupland Inn & Dancehall di Coupland, East Texas, Cory Morrow e l’atmosfera unica della Luckenbach Dancehall dove ogni musicista trova la sua perfetta dimensione, Randy Rogers e l’ambiente scanzonato della Schroeder Hall nella cittadina del Texas meridionale di Schroeder. Storie di grande impatto emotivo che rendono bene l’idea di un unico grande circuito musicale, eccellenti realtà storiche e proprio per questo ricche di charme. Ci sono poi le testimonianze dello stesso Pat Green e dei suoi legami con la mitica Gruen Hall e quelle dei (mai troppo compianti) Cross Canadian Ragweed e del loro sentirsi a casa allo Stubb’s Bar-B-Q di Austin; Willie Nelson ci parla poi del notissimo Billy Bob’s Texas di Fort Worth, Robert Earl Keen ricorda i suoi primissimi passi al John T. Floore’s Country Store di Helotes, Ray Wylie Hubbard descrive con intensa passione la Sons Of Hermann Hall di Dallas e infine Wade Bowen fa lo stesso con la Saengerhalle di New Braunfels, uno dei luoghi migliori dove godersi una serata di buona musica e buone bevute. “Dancehalls & Dreamers” merita la vostra ricerca per la serie di splendidi scatti che definiscono con precisione e minuzia questi posti, una ghiotta occasione per un vostro prossimo viaggio in terra texana o comunque per sognarli, magari abbinando questa lettura (in inglese) ai dischi dei musicisti citati. Potrete trovare questo libro (nuovo o usato) a questo indirizzo: https://www.amazon.com/Pat-Greens-Dance-Halls-Dreamers/dp/0292718764 .(Remo Ricaldone)

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Casey Barnes Live As One (text in english)

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I like this “Live As One” by Casey Barnes, an artist from Tasmania, who grew up musically in Queensland and Tennessee. A fresh sound, young and modern, perfectly in line with the taste of the fans of the new country music scene. Recorded at the Sound Emporium Studios in Nashville with his friend Rick Price, the Cd also includes Nick Didia, producer from New Jersey, who has worked with the likes of Bruce Springsteen and Rage Against The Machine. “Live As One” is a marvellous collection of tracks (11), written for the most part by Barnes himself, ranging in so many directions, touching many aspects of people’s lives. It meanders from everyday topics such as love and romantic relationships to the need to defend and safeguard essential values, such as equality and hope. Take for example the title track, “Live As One”, a true anthem to hope, which became famous in Australia thanks to a highly effective video. Very nice also, “Just Like Magic”, a song that Luke Bryan or Kip Moore could easily like, written by Casey along with Michael Paynter and Michael Delorenzis. A rhythmic country music sound, barely touched by the Australian style, which ranges between rock and pop, but still sounding excellent. Of course, the Nashville sound is very present in the arrangements but, according to me, this is an added value, and not a flaw. All this, however, to function properly must be supported by a good voice and a convincing performance, all things which Casey undoubtedly has, and, thanks to these, the Cd sounds great. I would also like to mention, some of my favourite songs; the opening track “Flesh & Bone”, “The Crossing” and “Waiting On The Day”, definitely the most pop sounding track of the album, in which many will detect a bit of Keith Urban. Ultimately the world of Australian country music has been enriched by a new talent. I like this “Live As One” by Casey Barnes.(Gianluca Sitta)

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Casey Barnes Live As One

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Mi piace questo Live As One di Casey Barnes, artista originario della Tasmania ma musicalmente cresciuto tra il Queensland e il Tennessee. Un sound fresco, giovane e moderno perfettamente in linea con i gusti dei fans della nuova country music. Registrato ai Sound Emporium Studios di Nashville in compagnia dell’amico Rick Price, il cd si avvale anche della partecipazione di Nick Didia, producer del New Jersey che ha lavorato con personaggi del calibro di Bruce Springsteen e Rage Against The Machine. Live As One è una brillante collezione di brani (11) scritti per la maggior parte dallo stesso Barnes, che spaziano in tante direzioni e toccano tanti aspetti della vita delle persone. Si passa infatti da argomenti quotidiani, quali l’amore e le relazioni sentimentali, alla necessità di difendere e salvaguardare valori irrinunciabili come l’uguaglianza e la speranza. Prendiamo per esempio la title track Live As One, vero e proprio inno alla speranza diventato famoso in Australia grazie ad un video di sicuro effetto. Molto bella anche Just Like Magic, canzone che potrebbe piacere molto a Luke Bryan o a Kip Moore, scritta da Casey in collaborazione con Michael Paynter e Michael Delorenzis. Una country music ritmata, appena sfiorata dall’Australian style, che spazia nel rock e nel pop rimanendo sempre di ottimo livello. Naturalmente il Nashville sound è molto presente negli arrangiamenti ma questo, almeno per chi scrive questa recensione, è un valore aggiunto e non un difetto. Il tutto però per funzionare a dovere deve essere sostenuto da una bella voce e da una interpretazione convincente, ma in queste cose Casey è indubbiamente molto bravo e l’album scorre via piacevolmente. Vorrei anche citare, fra i miei brani preferiti, l’opening Flesh & Bone, The Crossing e Waiting On The Day il brano sicuramente più pop di tutto l’album che a molti ricorderà lo stile di Keith Urban. In definitiva il mondo della country music Australiana si è arricchito di un nuovo talento. Mi piace questo Live As One di Casey Barnes.(Gianluca Sitta)

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ANNA FERMIN’S TRIGGER GOSPEL “You Belong Here”

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Certamente Chicago non è passata alla storia per la country music avendo legato il proprio nome al blues più elettrico e lancinante ma la cosiddetta ‘Windy City’ vanta una eccellente scena folk (è la sede della rinomata Old Town School of Folk Music) e in tempi più recenti molti artisti della scena ‘alternative country’ l’hanno scelta come propria sede. Anna Fermin e i suoi Trigger Gospel proprio quest’anno celebrano i ventanni di attività, un traguardo tagliato riunendo la band originaria ed incidendo questo interessante “You Belong Here”, unendo, in quello che tranquillamente possiamo inserire nel filone ‘americana’, country music e inflessioni blues/soul. Anna Fermin è una cantante dalla voce intensa e calda, sensuale e capace di toccare le corde più profonde, la band (Paul Bivans alla batteria, Michael Krayniak al basso, Andon Davis alle chitarre e Alton Smith alle tastiere) un perfetto supporto in grado di proporre in maniera credibile le proprie ‘pulsioni’ blues e country. Negli anni i Trigger Gospel hanno condiviso il palco con nomi di grande rilievo come Johnny Cash, Steve Earle, Joe Ely, David Crosby, Delbert McClinton e molti altri ma purtroppo non hanno mai sfondato commercialmente, rimanendo una ‘cult band’ con una solida base di fan. “You Belong Here” è quasi interamente composto dalla stessa Anna Fermin a dimostrazione di una vena forse non particolarmente fertile (sei album all’attivo con questo lavoro che arriva ad otto anni dal precedente) ma rimasta ispirata nel corso degli anni. Unica cover la conclusiva “You Could Walked Around The World” firmata da Butch Hancock, omaggio ad uno storyteller la cui sensibilità è nel cuore di Anna Fermin. Molti sono i momenti su cui è giusto soffermarsi, da “Land Of The Long White Cloud”, trascinante tributo alla Nuova Zelanda scritto dopo un suo viaggio ‘down under’ alla title-track “You Belong Here” ispirata dalla visione del film indipendente “Once” con Glen Hansard e Marketa Inglova, ballata melodiosa e accorata, con la delicata “Forget The Rest” i cui inserimenti di mandolino e accordion sono pura poesia. “Flyin’” è invece la più country, un gustoso omaggio ad alcuni dei suoi musicisti preferiti, da Buck Owens a George Jones, da Loretta Lynn a Patsy Cline fino a Merle Haggard mentre “Great Days” può entrare nel novero delle grandi ballate pianistiche nel solco delle migliori cantautrici americane e “One Last Drag” e “You Got Me” entrano nei territori blues e soul con infinito gusto e grazia. Un lavoro piacevolissimo che merita di far conoscere Anna Fermin e i suoi Trigger Gospel ad un pubblico più ampio.(Remo Ricaldone)

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