CHASE RICE, LAMBS & LIONS (text in English)

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In conjunction with the launch of his first U.K. tour (which will start on the 1st December), Chase Rice publishes “Lambs & Lions”, an album that seems perfect for the European market, more and more fascinated by these country / pop / rock sounds. “I don’t really consider myself a country singer”, Chase said in a recent interview, “but I’m convinced that “Lambs & Lions” contains some great country songs.” In fact, the new album, from this North Carolina born singer, has 10 tracks, which prove to be much more country-oriented than you might suspect. In addition, the duet with Ned LeDoux, taking a classic from his dad, Chris LeDoux, “This Cowboy’s Hat”, confirms a clear tendency towards a certain type of music. However, the fact remains that “Lions & Lambs”, produced by Chris DeStefano, is a very modern album, perfectly in tune with the current Nashville trend, which provides perfect products, aimed for radio stations, and a young audience. Preceded by the single “Three Chords &The Truth”, the Cd is full of good songs, the first one being “Oh Tonight”, a song that has all the credentials to become a great international success. (Gianluca Sitta)

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CHASE RICE LAMBS & LIONS

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In concomitanza con l’inizio del primo tour nel Regno Unito (che partirà il 1° dicembre), Chase Rice pubblica Lambs & Lions, un album che sembra perfetto per il mercato Europeo, sempre più affascinato da queste sonorità country/pop/rock. “Non mi considero propriamente un cantante country” ha affermato Chase in una recente intervista “ma sono convito che questo Lambs & Lions contenga delle ottime canzoni country”. Ed in effetti il nuovo album del singer del North Carolina, che si articola attraverso 10 brani, si dimostra molto più country oriented di quanto si possa sospettare. Inoltre il duetto con Ned LeDoux, dove i due riprendono il classico di Chris LeDoux This Cowboy’s Hat, conferma una chiara propensione verso un certo tipo di musica. Tuttavia resta il fatto che Lambs & Lions, prodotto da Chris DeStefano, è un album decisamente moderno, in piena sintonia con l’attuale trend di Nashville, che prevede prodotti perfetti, pensati per la programmazione radiofonica e rivolti principalmente ad un pubblico di giovani. Preceduto dal singolo “Three Chords & The Truth, il cd è ricco di buone canzoni a cominciare da Oh Tonight, un brano che ha tutte le carte in regola per diventare un grande successo internazionale. (Gianluca Sitta)

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LYNN JACKSON “Follow That Fire”

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Il Canada ancora una volta ci regala un’artista dalle grandi doti espressive, un’autrice sensibile che nel corso dell’ultimo ventennio ha inciso ben nove dischi pur non raggiungendo un successo commerciale degno delle sue qualità. Lynn Jackson è una storyteller matura, capace di raccontare i rapporti interpersonali con profondità e intensità usando un linguaggio molto americano nell’approccio, decisamente ricollegabile al mondo ‘americana’ in un mix in cui rock e radici vengono unite in modo impeccabile. “Follow That Fire” gode poi della produzione di Michael Timmins, uno dei fratelli membri dei Cowboy Junkies, e proprio Michael presta la sua affascinante chitarra elettrica a queste canzoni così come Peter Timmins siede dietro ai tamburi ricreando talvolta le atmosfere oniriche e sognanti della band di origine. Dieci sono le canzoni di questo album, dieci capitoli di una narrazione vigorosa e fortemente poetica dove l’uso delle parole è ricercato e si integra perfettamente alle sonorità tra folk, country, rock e pop. Anche dai titoli si deduce che il messaggio è quello di risultare al tempo stesso profondo e stimolante con le intriganti “Random Breakdowns, False Starts & New Beginnings” e “Mystery Novels, Short Stories & Car Songs” che mostrano messaggi universali e cenni autobiografici. “Ghost” è nella sua immediatezza e grazia uno dei momenti più emozionanti, così come “Meet Me In The City” che si giova dei controcanti di Andy Maize, “Tossing & Turning” avvolge con calore interpretativo e un arrangiamento efficace in cui spicca l’organo di Aaron Comeau, la title-track “Follow That Fire” accarezzata dalla pedal steel di Aaron Goldstein e “Alice” dal tocco ancora emozionante. Le canzoni di Lynn Jackson mostrano tutta la sua grande umanità e coinvolgimento e saranno, per coloro che daranno loro fiducia, una calda coperta nelle prossime fredde giornate invernali. www.lynnjackson.net.(Remo Ricaldone)

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The White Buffalo Darkest Darks, Lightest Lights (Earache Records)

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C’è poco da fare. Ci sono artisti che abbondano di barocchismi nelle loro opere, rischiando di dare più attenzione ai piccoli particolari rispetto alla vera essenza del lavoro, e ci sono Artisti che riescono ad essere incredibilmente onesti, veri e convincenti con una semplicità sorprendente.
Questo è il caso di Jake Smith, conosciuto ai più come “The White Buffalo”: raramente mi è capitato di restare folgorato dopo l’ascolto di sole poche note, ma qualche anno fa, ascoltando “Once Upon A Time In The West” rimasi davvero a bocca aperta.
Dopo aver recuperato praticamente ogni lavoro registrato dal buon Jake, con mia grande gioia ho potuto constatare che il Bufalo non ha sbagliato un colpo e, fortunatamente, anche il suo ultimo lavoro “Darkest Darks, Lightest Lights” non ha deluso le mie aspettative.
Il disco si apre con “Hide And Seek”, shuffle a cavallo tra il Blues ed il Folk che fa calare immediatamente l’ascoltatore nell’atmosfera, per poi proseguire con “Avalon”, pezzo ritmato e con un sound decisamente più “elettrico” rispetto ai lavori precedenti.
Con “Robbery” invece si passa ad uno scenario tipico del selvaggio West, dove gli ululati e il contrabbasso accompagnano la descrizione di una rapina.
“The Observatory” ci riporta al sound tipico del Bufalo Bianco, una ballata acustica intensa, intima ed avvolgente ed è, a mio parere, uno dei momenti più emozionanti di questo disco.
Il mood cambia nuovamente con “Madam’s Soft, Madam’s Sweet” e l’atmosfera si scalda riempiendosi di elettricità: la chitarra distorta e l’armonica a bocca si sposano alla perfezione con la voce profonda di Smith. Sonorità forse atipiche per chi è abituato alle opere precedenti, ma che esaltano il lato più graffiante di White Buffalo e ciò si può sentire anche nella successiva “Nightstalker Blues”.
Un altro momento di grande intensità è “If I Lost My Eyes”, pezzo molto personale e riflessivo, dove il buon Jake riesce ad emozionare in modo semplice e sincero.
La parte finale dell’album è affidata a “Border Town / Bury Me In Baja”, cavalcata incalzante e rabbiosa, sicuramente un marchio di fabbrica dell’Artista. “The Heart And Soul Of The Night” è invece un pezzo molto più spensierato che fa prendere il respiro prima della conclusiva e sognante “I Am The Moon”.
In generale “Darkest Darks, Lightest Lights” è un disco molto valido, che conferma il grandissimo livello di questo cantautore, il quale dimostra che sa anche prendersi i suoi rischi adottando soluzioni stilistiche diverse, ma pursempre coerenti con il suo modo di fare Musica. Lunga vita al Bufalo Bianco!(Cristian Secco)

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