Ned LeDoux Forever a Cowboy

z1l0lv3
Ned raccoglie l’impegnativo testimone lasciato dal padre e pubblica questo EP dal titolo che non lascia spazio alle interpretazioni. Sicuramente dal punto di vista emotivo non è stato semplice per il figlio di Chris LeDoux intraprendere la carriera di cowboy singer. Il paragone viene spontaneo, ma il grande pregio di Ned è proprio quello di essere sé stesso pur assomigliando in maniera impressionante al padre. Forever A Cowboy, e non poteva essere altrimenti, dal punto di vista delle sonorità e delle canzoni è un tributo al grande Chris attraverso 5 brani (We Ain’t Got It All, Brother Highway, Forever A Cowboy, Johnson County War e The Hawk) interpretati in maniera impeccabile da Ned che conquista l’ascoltatore per le sue doti artistiche e non perché è il figlio di Chris LeDoux. Naturalmente qui si fa country music, anzi cowboy music e la produzione di Mac McAnally garantisce il livello elevato, dal punto di vista musicale, dell’intero dischetto. Da sottolineare inoltre il brano di apertura We Ain’t Got It All scritto da Chris ma rimasto incompiuto fino a quando Ned, non decide di portarlo a Nashville e completarlo insieme appunto a MacAnally. We Ain’t Got It All è un grande brano e rappresenta una sorta di ponte fra due generazioni. Forever A Cowboy è un dischetto notevole. Intensa la versione di Johnson County War (incisa da Chris LeDoux per l’album Powder River) e molto belli anche i brani originali (Brother Highway e The Hawk) che mostrano un Ned in grande forma dal punto di vista compositivo. Non mi resta quindi che consigliare l’acquisto di questo mini album, magari attraverso il sito di Ned LeDoux ( http://nedledoux.com/) “I’m grinning from ear to ear about Forever a Cowboy”-ha dichiarato Ned in una recente intervista a NashvilleGab- “Very proud of the way it turned out. Putting cowboy back in country is what it’s all about.” (Gianluca Sitta)

Posted in Articles and Reviews | Leave a comment

Garth Brooks Gunslinger (text in English)

garth-gunslinger-cover Garth Brooks, twenty years ago, changed for good the way country music is arranged and played, in such a profound and radical way, that it triggered an irreversible process that, on one hand, raised the eyebrows of the traditionalistic lover of the old time sound, whilst on the other, opened the doors to a genre, gathering millions of new fans. He has also changed the way country music is presented, transforming it from listening music to a “live” phenomenon. Because of this, concerts played in saloons and honky tonk bars were now played in baseball or football stadiums to accommodate the thousands of spectators, hungry for the “new country”. The sound systems, lighting and the organizational machine which rotates around a big show has had to adapt to the standards of the most important rock concerts, and record companies now started looking around to invest in the young talented newcomers of this musical genre. Undoubtedly, the 90’s were the golden years of country music. At that time Garth Brooks is the undisputed king of this kind of music, and Nashville its capital. All this thanks to the incredible talents, both as a performer and as a showman, of this singer from Oklahoma, who turns everything he touches into gold. But, as in all fairy tales, the magic cannot last forever, and Garth, at the height of his success, decides to retire as “a winner”, not releasing a record for 13 years. This silence was finally broken only at the end of 2014 when “Man Against Machine” was released and ultimately this “Gunslinger”. 10 original tracks (11 and a half in the “special edition” box, “The Ultimate Collection”) published by Pearl Records and produced by Mark Miller. The first track is “Honky Tonk Somewhere” and continues with “Weekend”, a song written by Garth and Benite Hill in pure Kenny Chesney style. “Baby Let’s Lay Down and Dance” is a great track, whilst “Pure Adrenaline” I think, is the least successful song of the Cd. Garth still has an incredible voice, his songs are always very catchy well-written (especially “Whiskey To Wine”, sung with his wife Trisha Yearwood, “Cowboys and Friends” and “Ask Me How I Know”) and Gunslinger flows away like a sip of fresh water. All in all, it’s a good album, definitely worth buying. But don’t make the mistake of comparing it to “No Fences”, “Ropin’ The Wind” and “Fresh Horses” … .It’s a known fact, that, as in all fairy tales, the magic cannot last forever. (Gianluca Sitta)

Posted in Articles In English | Commenti disabilitati su Garth Brooks Gunslinger (text in English)

Garth Brooks Gunslinger

garth-gunslinger-cover Garth Brooks vent’anni fa ha cambiato il modo di arrangiare, suonare e interpretare la musica country in un modo così profondo e radicale da innescare un processo irreversibile che, se da una parte ha scandalizzato i puristi dell’epoca, dall’altra ha spalancato le porte di questo genere musicale conquistando milioni di nuovi fans. Ha cambiato per sempre anche il modo di presentare la musica country, trasformandola da musica da ascoltare a fenomeno di massa da “vivere”. Si è dovuto così portare i concerti dai saloon e dagli honky tonk agli stadi del baseball o del football per contenere le migliaia di spettatori sempre più affamati del “nuovo country”. Gli impianti sonori, le luci e tutta la macchina organizzativa che ruota intorno ad un grande show ha dovuto adeguarsi agli standard dei concerti rock più importanti e le case discografiche si sono messe a cercare e soprattutto ad investire su giovani talenti che proponevano questo genere musicale. Indubbiamente gli anni ’90 sono gli anni d’oro della country music. In quel periodo Garth Brooks è il re indiscusso di questa musica e Nashville la sua capitale. Tutto questo grazie alle incredibili doti, sia come interprete che come showman, del singer dell’Oklahoma che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Ma, come in tutte le favole che si rispettino, la magia non può durare in eterno e Garth, all’apice del successo, decide di ritirarsi “da vincitore” rimanendo per 13 anni in silenzio discografico. Silenzio rotto solo alla fine del 2014 quando pubblica Man Against Machine e oggi questo Gunslinger. 10 brani originali (11 e mezzo nella “special edition” contenuta nel box “The Ultimate Collection”) pubblicati dalla Pearl record e prodotti da Mark Miller. Si parte con Honky Tonk Somewhere per poi proseguire con Weekend, brano scritto da Garth e Benite Hill in puro stile Kenny Chesney. Bello il singolo Baby Let’s Lay Down and Dance mentre Pure Adrenaline mi sembra il brano meno riuscito del cd. Garth possiede ancora una voce incredibile, le sua canzoni sono sempre molto orecchiabili, ben costruite ( in particolare Whiskey To Wine, cantata con la moglie Trisha Yearwood, Cowboys and Friends e Ask Me How I Know) e Gunslinger scorre via come un sorso di acqua fresca. Tutto sommato è un buon album, che sicuramente merita l’acquisto. Non fate però l’errore di paragonarlo a No Fences, Ropin’ The Wind o Fresh Horses….infatti è risaputo che, come in tutte le favole che si rispettino, la magia non può durare in eterno. (Gianluca Sitta)

Posted in Articles and Reviews | Commenti disabilitati su Garth Brooks Gunslinger

THE SWEET REMAINS TRIO, Pordenone 17 Novembre 2016

15233782_10211427607316011_1117750156_o The Sweet Remains sono una band americana formatasi dalla collaborazione di 3 cantautori
( songwriters): Brian Chartrand, Rich Price e Greg Naughton. Il loro stile unisce il folk-rock moderno con il classico, ricordando le sonorità dei gruppi degli anni 60 e 70 che hanno creato la “L.A. sound” sul tipo degli Eagles, Crosby Stills and Nash e Simon and Garfunkel. Loro punto di forza sono le fusioni armoniche vocali e la classe degli arrangiamenti che danno vita a brani unici ed emozionanti. In seguito alla band si sono uniti Peter Day al basso, Jeff Vallone alle percussioni e Clint Bierman alla chitarra elettrica portando il gruppo ad esibirsi sul territorio americano con tutti i suoi sei elementi. Nel 2013 Brian crea assieme a Peter Day e Jeff Vallone, The Sweet Remain Trio, una formazione in acustico per far conoscere la loro musica anche nel panorama europeo dove attualmente si trovano in tour. A Pordenone, The Sweet Remains Trio si sono esibiti nella splendida cornice di una galleria d’arte riuscendo a catalizzare l’attenzione del pubblico con le loro voci e le melodie acustiche, alternate a momenti di intrattenimento con aneddoti e battute simpatiche. Nel silenzio più assoluto il pubblico si è emozionato a sentire la loro versione di “Halleluja” eseguita in memoria di Leonard Cohen scomparso recentemente e ha partecipato divertito al coretto di Printemps à Paris. Il concerto è proseguito con canzoni come Love Song, Takes Time, 1000 Little Pieces, una personalissima remake di Free Falling per finire con Bid You Goodnight eseguita magistralmente a-cappella. Con oltre 15 milioni di ascoltatori su Spotify e i loro tour nazionali ed europei The Sweet Remains e The Sweet Remains Trio continueranno a diffondere questo tipo di musica ad una ampia platea di amanti del genere.(Orianna Giust)

Posted in Articles and Reviews | Commenti disabilitati su THE SWEET REMAINS TRIO, Pordenone 17 Novembre 2016