Sei anni di silenzio discografico sono certamente molti per chiunque ma nel caso di Ed Dupas, cantautore capace di unire country, folk e rock in modo decisamente incisivo, questo periodo è stato proficuo sia a livello umano sia, di conseguenza, artistico. Nel 2019 la scomparsa del padre ha innescato un processo di analisi sulla vita di Ed Dupas, ripercorrendone le fasi in un viaggio a ritroso che ha dipanato molti nodi irrisolti andando alla ricerca del proprio io. Ed Dupas ha vissuto in molti luoghi e attualmente risiede ad Ann Arbor, Michigan; nato a Houston, Texas ha trovato gli stimoli giusti girando in lungo ed in largo per gli States e in Canada e la scoperta di essere stato concepito in California ha aperto le porte alla scelta di trasferirsi per nove mesi nella west coast, tra la comunità di Laurel Canyon nei dintorni di Los Angeles fin su a nord nella magnifica natura di Vancouver Island. Tutto questo ha contribuito in maniera decisiva ad una svolta personale e musicale caratterizzata da una notevole crescita stilistica e uno sguardo rinnovato alla scrittura che ora si materializza nel suo nuovo album intitolato “Codename California” in un percorso dal fascino cristallino tra certo cantautorato rock (Springsteen e Steve Earle sono i nomi ai quali Ed Dupas è stato più volte accostato) e la grande tradizione dei songwriter tra country e folk. Con l’aiuto di Michael Crittenden in fase di produzione, Ed Dupas ha cucito l’abito migliore per le dieci canzoni che compongono il disco, alternando poesia e grinta per dar vita al suo lavoro più compiuto e autentico. Già dall’iniziale title-track si percepisce l’urgenza espressiva che caratterizza l’album in cui inflessioni legate al folk-rock di marca californiana si uniscono a certo ‘heartland rock’, mentre, in un insieme decisamente compatto e coerente, si segnalano le azzeccate melodie di brani come “Barbed Wire Cross” al quale partecipa il collega ed amico Drew Nelson, “Queen Of Hearts”, “Box Of Lonely Men” e “Holy Land”. Come detto comunque si respira un’aria decisamente ispirata lungo tutto il dipanarsi del disco, facendo un bel salto avanti rispetto ai pur buoni lavori precedenti. Ed Dupas è sicuramente un nome da tenere in considerazione se amate questi riferimenti. (Remo Ricaldone)