Surrender Hill rappresenta una delle più interessanti realtà di quella country music che fonde la sincerità della scena indipendente con tracce di un mainstream che dona melodie e accenti assolutamente godibili. Sette sono gli album pubblicati da parte della coppia formata da Robin Dean Salmon, musicista sudafricano emigrato negli States da parecchi anni, con un passato legato ad un rock dalle tonalità quasi punk e da Afton Seekins, nata in Alaska e dal passato fatto di ‘performing arts’ come danza e coreografia in un connubio solido che li ha portati ad essere apprezzati da parte della critica e dal pubblico che segue anche rock e pop. “Wild Country” è un lavoro lungo (15 brani per oltre l’ora di durata) e profondamente meditato in cui il duo alterna le rispettive voci, le incrocia con bravura e fa rivivere spesso certo country-rock anni settanta e il periodo del cosiddetto ‘new country’ da metà anni ottanta in avanti, tramite una scrittura pulita ed interessante che mostra tutto il loro profondo amore per il west e per storie autentiche e ricche di sentimento. Inciso in Georgia dove Robin e Afton attualmente risiedono dopo un periodo in Arizona, “Wild Country” è composto per la maggior parte di midtempo e ballate che mantengono l’album su atmosfere rilassate e intimiste, con l’apporto di sidemen di valore come il fiddler Dennis Parker (qui anche a banjo, mandolino e chitarre) subito protagonista della vivace title-track, Matthew Von Doran alle chitarre soliste e Eric Fritsch a tastiere e chitarre, sempre pronti a sorreggere un suono ottimamente arrangiato che talvolta sfuma nel country-gospel (“Love Won’t Come Running” per esempio), si arricchisce di colorazioni western (“Girl In Abilene” e “Cowboys Last Ride”) e mantiene salde le proprie radici country, spesso con terse ballate acustiche come “Witness” e “The Feeling Of You”. Surrender Hill prosegue con questo nuovo disco un percorso e un progetto che si pone perfettamente in linea con i dettami del genere country, aggiungendo voci e storie che coinvolgeranno chi apprezza musica fatta senza particolari pressioni esterne, con forti legami con la terra che vivono e che raccontano.
Remo Ricaldone