The Burning North è il nome del nuovo progetto concepito da Thomas Siering, cantautore dalle attitudini interessanti e profonde e Marco Giovino, produttore e batterista alla corte di grandi nomi come Kris Kristofferson, Alison Krauss, Robert Plant, Tom Jones ed Elizabeth Cook tra i molti a cui ha prestato le sue ottime doti. Molti sono stati i lavori portati a termine assieme tra country, blues e rock e questo The Burning North si distingue per ispirazione e freschezza, all’insegna di una country music piacevolmente mainstream, di sensazioni pop che talvolta rimandano per esempio a certe cose dei Fleetwood Mac americani e tentazioni soul e blues che speziano una proposta decisamente godibile. Il valore aggiunto di queste canzoni, oltre ad essere composte con gusto e grande bravura, è la voce di Wendy Drown, vera sorpresa per interpretazioni caratterizzate da un’intensità non comune e da un calore non facile da trovare attualmente. Dietro a questa eccellente cantante si distinguono le chitarre scintillanti di Chris Rival e Andy Santospago, una sezione ritmica solidissima che vede Neal Pawley al basso e lo stesso produttore Marco Giovino alla batteria e dalle sapide tastiere di Bruce Bears che spesso ci porta per mano nel profondo sud dando colori vivaci e colorati all’insegna di seduzioni ‘black’. L’album è dedicato a Linda Ronstadt che, ormai ritiratasi dalle scene per motivi di salute, rimane per molti un riferimento stilistico e la selezione, undici brani alternati con acume, scorre con estrema naturalezza a partire da una “The H Verses (That’s The Way)” che con il giusto supporto radiofonico potrebbe essere una bella hit. “Everything Into Nothing” piacerebbe sicuramente alla coppia Buckingham/Nicks e suona come una notevole outtake dei Fleetwood tra “Rumors” e “Tusk”, “Left Him Yet” ha tutto il fascino del pop/soul degli anni sessanta e gode di una melodia vincente e freschissima, mentre la seguente “Best Damn Player” è rocciosa e in bilico tra country e rock-blues. “Truck Driving Man” è sofficemente country, introdotta da una bella steel e interpretata con il cuore da Wendy Drown che la fa sua con grande spontaneità, così come “No Autographs” che ne segue le orme e rappresenta il cuore country del disco assieme alla descrittiva e acustica “Gainesville (1am)”, altro punto di forza del progetto “The Burning North”. La parte finale vede poi una “24 Hours” sciogliersi in un’altra bella performance vocale di Miss Drown, su una base più elettrica e country, per poi tornare a dolcezze acustiche più cantautorali con “Child Bride Part 1” e chiudere con due lunghe ballads come “Facing The Hill” e “Older”, la prima segnata da maggiori legami con la country music, la seconda più annerita e sofferta. Un bel progetto questo che mostra classe sia nella produzione che nelle performance. (Remo Ricaldone)