Quella di Robert Deitch, musicista di Des Moines, Iowa autore di questo interessante “Legacy”, è l’unione tra country music e quel ‘heartland rock’ che appare forse più come tematiche e personaggi che come suoni. La vicinanza alle narrazioni di John Mellencamp e del Bruce Springsteen più roots sono evidenti nei brani che compongono l’album, dodici canzoni in cui si prediligono i midtempo, modulate melodie dalle immagini intriganti sin dai titoli, introdotti da una “Goodbye Nashville” tributo ad una città che sa comunque ancora dare molto a chi cerca fortune ed ispirazioni. “3 Church, 2 Tavern Town”, “Truck Stop Souvenirs”, “Scars On This Guitar” e “One Night In A Cadillac” raccontano l’America di provincia di cui il nostro immaginario si è nutrito ampiamente, tra vita ‘on the road’ e sentimenti genuini, sottolineando buone doti compositive di Robert Deitch dalla cui penna sono scaturite tutte e dodici le canzoni del disco. “Trailer Park Romance” in cui il nostro è affiancato dalla voce di Emilee Johnson e la sinuosa “The Right One” sono i momenti più movimentati e possono ricordare la country music imbevuta di soul e rock di Travis Tritt, anche grazie ad interpretazioni robuste e solide, mentre le più acustiche “Better Things”, “Bullet Holes” e “My Old Man” alla quale è affidata la chiusura dell’album offrono un lato evocativo e suggestivo in cui Robert Deitch si trova decisamente a proprio agio. La produzione di Bryan Vanderpool e la più che buona predisposizione dei sidemen coinvolti contribuiscono ad una piena riuscita per un lavoro di qualità. (Remo Ricaldone)