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Wendy Webb è un’autrice e cantante che si pone sulla nobile via tracciata negli anni da personaggi come Carole King, Jennifer Warnes, Laura Nyro, Joni Mitchell ed innumerevoli altre figure femminili che hanno contribuito a creare un suono non facilmente etichettabile che pesca pricipalmente dal pop ma lo ‘insaporisce’ con dosi (variabili) di country e di jazz. Proveniente dall’Iowa e con cinque dischi all’attivo, Wendy Webb ormai incide regolarmente a Nashville, a dimostrazione di quanto variegata sia la scena di quella che viene, in maniera imprecisa e limitata, definita ‘solo’ la capitale della country music. Ad attorniare Wendy Webb in questa sua nuova fatica ci sono nomi che solo con la loro presenza basterebbero a giustificare l’interesse verso il disco ma che, con grande umiltà e passione, danno un tocco pregiato a queste dieci canzoni per la maggior parte frutto delle doti compositive della cantante del midwest. Wayne Jackson (fondatore dei mitici Memphis Horns) e Jim Horn ai fiati, Dan Dugmore a pedal steel e chitarre elettriche, David Grissom ancora all’elettrica, Dave Pomeroy e Willie Weeks al basso, Vince Santoro alla batteria, Jonathan Yudkin al cello, sono solo alcuni nomi dei sidemen di queste registrazioni. Oltre ad una certa affinità con le ‘ladies’ citate in precedenza è chiara la sensibilità comune con autrici (e cantanti) che hanno fatto parlare di se per aver contribuito ad arricchire il repertorio delle migliori voci di Nashville, nomi come Gretchen Peters o Beth Nielsen Chapman, a conferma della vicinanza tra certa country music (specialmente coniugata al femminile) e la tradizione pop a stelle e strisce, quella che parte dalla ‘Brill Building era’. Detto questo c’è solo da affidarsi ad una entertainer dalla grande sostanza e un’autrice capace e talentuosa, godendo di una selezione che, a mio parere, ha i suoi punti di forza nella iniziale “Talk To Me”, ballata robusta e vigorosa, “Step Out Of Line” con tutto il suo charme e con la tromba di Wayne Jackson a disegnare e pennellare un eccellente quadro jazzy, “Freedom” che si avvicina alla vocalità di Joni Mitchell, “Mexico” in cui Wendy mette tutto il cuore in un’interpretazione notevole, “Magician Holiness” ancora fortemente appassionata e pianistica, “In The Night” le cui inflessioni si spostano verso atmosfere più folk ed acustiche e, unica cover, la riproposizione di “Girl From The North Country” di Bob Dylan rivista con garbo e dolcezza, accompagnandosi con la tastiera e con un poetico e accorato intervento di steel di Dan Dugmore. Disco consigliato a coloro che amano le voci femminili citate.(Remo Ricaldone)