Prerogativa di questo brano è l’ambiguità tonale. Prima di addentrarci nell’opera e capire di che cosa si tratta,
eccovi come al solito alcune delucidazioni tecniche.
In termini generali, un sistema sonoro lo si può intendere come un insieme di frequenze ordinato e strutturato
al suo interno secondo determinate regole di gerarchizzazione. Sia l’ordine che la struttura dipendono da molti
fattori, come alle epoche storiche, culture musicali, generi, repertori e quant’altro. Per quanto ci riguarda, Il
nostro ordinamento sonoro è da identificare con il diatonismo della scala eptafonica, un sistema modale
schizzofrenico con due sole possibilità di configurazione, derivate rispettivamente dal modo ionico e dal modo
eolico, appartenenti ad un altro sistema diatonico eptafonico, cioè quello plurimodale, un impianto sonoro che
si struttura tramite modelli classificabili in base al sistema dei modi. Questa organizzazione di eventi sonori,
relazionati ad un evento centrale, cioè un punto di riferimento e di attrazione, qualifica quello che
comunemente viene indicato come sistema tonale. La tonalità armonica si fonda sulla centralità dell’accordo
di tonica come punto di riferimento dell’insieme sonoro e con funzione centripeta rispetto a tutti gli altri.
Tuttavia, è da tenere presente che l’accordo di tonica non può essere l’unico elemento distintivo, giacché esso
non si presenta obbligatoriamente all’inizio o alla fine, come per esempio la finalis per quanto riguarda la
classificazione modale.
Cerchiamo ora di capire qual è la tonalità d’impianto della canzone in questione. Il brano, per i motivi appena
su citati, sembra essere scritto nella tonalità di F#-, il primo accordo presentato nell’introduzione subito dopo
il riempimento introduttivo della batteria. In realtà ci troviamo di fronte ad una relativa identica di un tonalismo
maggiore. Il F#- non è nient’altro che un VI con funzione di I, ma non di tonica. Il modo maggiore è in stretta
relazione con il suo relativo minore, e in questo caso il VI non è nient’altro che un punto di risoluzione
alternativo del I. Non è una modulazione alla relativa minore (primo grado di affinità) bensì un luogo
secondario di riposo: una tonica alternativa per intenderci. D’altronde, per giustificare la presenza di una
tonalità minore, è indispensabile l’intervento di quei suoni utili, cioè caratteristici secondari, che possono
rendere una scala eptafonica diatonica, un insieme ottocordale o addirittura enneacordale. Potremmo dire di
trovarci di fronte ad una tonalità manifesta oscurata da una latente, portata finalmente alla luce con l’avvento
della prima frase, sulle parole “Neath a crowd of mongrel trees i pulled that botherssome thread”, il tutto
anticipato da un procedimento meccanicistico con funzione di cadenza. Interessante anche notare il movimento
anacrusico iniziale del canto. Inoltre, nella successione armonica tra le toniche, che possiamo già notare
all’interno della prima strofa, non è possibile identificare una vera e propria cadenza avendo tali accordi stessa
funzione.
In conclusione ci troviamo dinnanzi ad un brano dal regime totalitario, nessun tipo di allineamento modulante
al suo interno, o se vogliamo preservare l’unità armonica globale di un brano di musica (monotonalità) nessun passaggio momentaneo ad una regione armonica della tonalità d’impianto. (Massimo Sarra)