David Graff Supposed To Fly

David Graff Supposed To Fly

David Graff da lungo tempo coltiva le sue passioni musicali mantenendo un basso profilo che raramente (un disco inciso anni fa a Los Angeles con la produzione di Greg Ladanyi) ha messo in mostra le sue molteplici qualità artistiche. Batterista ma anche autore di talento, David Graff è finalmente riuscito a ‘spiccare il volo’ (come suggerisce il bel titolo di questo disco) facendo emergere le sue passioni musicali: country music soprattutto ma anche blues, rock e folk, in un insieme decisamente intrigante. “Supposed To Fly” è un album articolato e vario, inciso tra Vancouver e Bowen Island dove Mr. Graff ha scelto di vivere con la produzione e la spinta della figlia Julia e una bella serie di musicisti tra i quali spiccano l’eccellente Steve Dawson alla pedal steel, David Barber a chitarre, dobro e banjo e la stessa Julia Graff, polistrumentista di notevole caratura. Il risultato è un lavoro affascinante dove l’americana di David Graff mostra sfumature piacevolissime e fortemente poetiche, fin dalle prime note dell’introduttiva “Blue” che chiarisce subito quanto in forma sia il nostro. Gli arrangiamenti sono spesso sorprendenti nell’associare strumentazioni con gusto ed intelligenza come in “Watch Over The Ones I Love” dove una leggera sezione di fiati si intreccia al bel lavoro di Steve Dawson alla pedal steel. “Suzanne” è un’altra boccata d’aria fresca con il suo andamento sicuro e l’armonica che fa capolino, “Supposed To Fly” gioca con emozioni autobiografiche e una melodia che conquista, “Home” è una splendida ‘road song’ dal fascino genuino. David Graff interpreta con grande bravura queste storie di provincia che danno l’esatta misura di qualità che purtroppo fin ad ora erano rimaste sconosciute ai più, come dimostrano canzoni del calibro di “I Love My Truck” con le sue suggestioni country-rock, il ‘waltz time’”Best Bar In Hell”, “Can’t Trust That Woman After Dark” alla quale non manca ironia e amore per i suoni ‘honky tonk’, “Tough City” ancora con il bel banjo di Dave Barber e la conclusiva “Vapor Trail”. Consigliato caldamente. (Remo Ricaldone)

2018-11-15T12:38:14+00:00