Tom Petty

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La perdita di Tom Petty ha privato il panorama rock di una delle figure basilari degli ultimi quarantanni, a capo di una band come gli Heartbreakers tra le migliori assieme alla E Street Band di Bruce Springsteen, alla Silver Bullet Band di Bob Seger e a quella storica di John Mellencamp con Mike Wanchic alle chitarre e Kenny Aronoff alla batteria. Ispirato dalle melodie tra folk e rock dei Byrds, da Bob Dylan ma nel complesso dai grandi del rock’n’roll, Tom Petty ha attraversato queste decadi con stile ed efficacia mostrando quanto si potesse coniugare la forza travolgente del rock con l’emozione delle ballate, sapendo anche ‘essere commerciali’ senza svilire una proposta che anche negli anni meno ispirati ha saputo mantenere una coerenza e una coesione unici. Sin dagli esordi discografici avvenuti negli anni in cui la rivoluzione punk stravolgeva la scena musicale mondiale (e da alcuni critici pure lui inserito in quel confuso ‘melting pot’, così come Graham Parker e Police!) Tom ha saputo distinguersi per quell’urgenza poetica e per quella capacità di raccontare nei classici tre minuti di una ‘r’n’r song’ tutto un mondo fatto al tempo stesso di ribellione e di romanticismo, di gioia di vivere ma anche di riflessione e di sentimenti agrodolci. “American Girl” e “Breakdown” nobilitarono il suo primo disco fino a diventare veri e propri inni rock che hanno perfettamente resistito all’usura del tempo, “Damn The Torpedoes” di pochi anni dopo fu la perfezione in un album che ha fatto la storia del genere e anche negli album ‘minori’ prodotti in anni in cui prevalevano drum machine ed elettronica, grazie ad uno script sempre dettato da una lucidità invidiabile, la musica di Tom Petty ha regalato emozioni contribuendo al mantenimento di uno status di altissimo livello. Le tante collaborazioni, con Bob Dylan accompagnandolo in tour con tutti gli Heartbreakers, con Johnny Cash nei gloriosi anni delle ‘American Recordings’ e con la ‘superband’ Traveling Wilburys, hanno arricchito una carriera con poche pause e con la continua ricerca della canzone che potesse raffigurare il meglio nella tradizione rock. E in tantissimi casi c’è riuscito perfettamente, citando “Listen To Her Heart”, “I Need To Know”, “The Waiting”, “Runnin’ Down A Dream”, “I Won’t Back Down”, “Free Fallin’”, “Wildflowers” ed innumerevoli altre. La rinascita di una delle sue band degli esordi, Mudcrutch in cui comparivano i due fedelissimi Mike Campbell e Benmont Tench, è stata poi la dimostrazione di una grande umiltà, di umanità e di amore per i ricordi dei suoni anni formativi nella nativa Florida, con due dischi che rimandavano ad un folk-rock ancora fresco e cristallino. Ulteriore conferma delle doti umane del musicista di Gainesville, amato enormemente dai suoi colleghi e con una ‘fan base’ rimasta inalterata nonostante i suoi ultimissimi album, comunque robusti esempi di buon rock chitarristico, non fossero stati grandi successi. Quello che rimane è un’eredità ricchissima che negli anni risulterà lascito prezioso ed insostituibile per tutti coloro che amano il caleidoscopico mondo del rock. Ci mancherai, Tom…..(Remo Ricaldone)

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