The Marcus King Band The Marcus King Band

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Capita spesso ultimamente, purtroppo, di sentire molta gente che si lamenta del fatto che in giro non c’è nulla di nuovo: sempre i soliti nomi che girano, i soliti “dinosauri” che riempiono gli stadi e i palazzetti, i dischi suonano tutti uguali, eccetera.
Capita che, durante uno di questi giorni in cui tutti si lamentano, nel caos organizzato di Facebook, un certo Warren Haynes pubblichi un video con un giovanotto ben piazzato con una chitarra in mano, chiedendo di supportare questo prodigioso Artista e la sua band.
Da buon “seguace” delle gesta di Mr. Haynes, mi fiondo alla scoperta della Musica di questo ragazzotto del South Carolina. Ed è subito Amore incondizionato.”The Marcus King Band” è il disco che ha subito catturato la mia attenzione e che spero vivamente possa godere di un grande successo. Pubblicato nell’ottobre del 2016, questo secondo lavoro della band è stato interamente prodotto dal già citato chitarrista di Gov’t Mule e Allman Brothers Band.L’apertura incalzante di “Ain’t Nothing Wrong With That” ci fa immergere all’istante nel groove generato da questi baldi giovini: Soul, Funky, Blues, Folk e tutte le meravigliose sfumature musicali del Sud degli States ci accompagneranno per tutta la durata dell’ascolto. La chitarrona onirica di King crea atmosfere profonde e distese in “Devil’s Land”, per poi farci battere il piedino con “Rita Is Gone”, dove il ritmo delicatamente sincopato e la voce roca e sofferta del Leader dominano incontrastate, accompagnate magistralmente dal resto della banda.Ecco che, improvvisamente, ci sembra di essere tornati ai magnifici tempi d’oro della Allman Brothers Band: “Self-Hatred” si fa strada con intrecci chitarristici di classe altissima, grazie anche al lavoro dell’immenso Derek Trucks, ospite d’eccezione in questo brano. I brani continuano a scorrere come un fiume senza ostacoli (“Jealous Man”, “The Man You Didn’t Know”) e noi non possiamo fare a meno di venire trasportati dalla corrente e, anzi, ne siamo lieti.
Ora la corrente del fiume si sta facendo sempre più indomabile e “Plant Your Corn Early” ci travolge col suo ritmo infernale, seguita dall’incalzante e sentita “Radio Soldier”. Il corso d’acqua torna placido con “Guitar In My Hands”, ma subito torna a travolgerci con le note avvolgenti e infuocate di “Thespian Espionage”. “Virginia” è uno dei pezzi dal gusto più Southern Rock di questo LP, impreziosito dalla voce e dalla calda chitarra del Maestro Warren Haynes, il quale non poteva sicuramente esimersi dal partecipare in prima persona alla registrazione di questo piccolo capolavoro. E finalmente il fiume sfocia nel mare: “Sorry ‘Bout Your Lover” ha il compito di concludere questo lavoro eccellente. Un disco che merita di essere acquistato non solo per l’altissimo livello musicale che offre, ma anche per sostenere questi giovani con un talento immenso. (Cristian Secco)

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