LANCO Hallelujah Nights

album-cover-hnLanco (abbreviazione di Lancaster and Company) sono una band Americana composta da Brandon Lancaster (lead vocals), Chandler Baldwin (bass guitar), Jared Hampton (keyboards), Tripp Howell (drums) e Eric Steedly (guitar). Nascono nel 2013 grazie all’intuizione di Jay Joyce (Little Big Town, Brandy Clark, Brothers Osborne), uno che sa riconoscere il talento quando l’incontra. Nel 2016 pubblicano un EP intitolato LANco (4 canzoni) che raggiunge una certa notorietà col brano Long Live Tonight”. In questo EP però vi è un altro brano, intitolato Greatest Love Story che decreta il definitivo successo della band. Greatest Love Story è una buona canzone , perfetta per la programmazione radiofonica e infatti raggiunge la cima delle classifiche aprendo la strada a questo Hallelujah Nights (Arista Nashville) , il primo, vero album della band. Lanco interpretano una country music fresca e moderna. Il nuovo Nashville sound è certamente il tratto più caratteristico di questo cd, ma gli arrangiamenti e in particolare la qualità e la cura delle parti vocali confermano una certa continuità con la tradizione. Hallelujah Nights è un album vitale e dinamico, dove voci e musica si rincorrono fino a fondersi in brani (11) molto orecchiabili. “We all go through more of the same experiences than we realise and songwriting is a process of observing those moments,” afferma Lancaster “Our stories have different people, different names, different places, but they all have the same emotions attached to them. It’s not fantasy-related. To me, this album is about glorifying the reality of life.” Attualmente in tour con Dustin Lynch e poi con Chris Young, Lanco sono sicuramente “The band to watch”. (Gianluca Sitta)

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Erica Sunshine Lee-Buried Treasure (text in English)

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After having revitalized the country music world at large with her album “Elixir”, Georgia’s own Erica Sunshine Lee is at it again with her latest offering “Buried Treasure”, and take it from us when we say that you will have quite the bountiful booty in your hands with this one. We are instantly invited on board with the sassy “Spring Break-Up”, where Erica plays agony aunt giving advice on how to make that old good for nothing walk the plank. Your ears will next be delighted by the tongue in cheek “I’m A Pirate” , this number, together with “Mojitos” , clearly draw inspiration from the singer’s time in the Florida keys, where tropical rhythms, the flow of alcohol and an all around good time abound and will leave you wanting to get on the first plane to that fabled island in the sun. Erica also shows her more vulnerable and soulful side on this record with songs like “I Do” and “Love At 100 Degrees”, not to mention “Chase The Night” which all remind us of how precious the gift of love can be. No Erica Sunshine Lee album would be complete without those songs that just make you want to roll your windows down and turn the knob to eleven as you cruise down the highway, and songs like “You’ve Got Me” , “Redneck Riviera” and “Like A Record” will do just that, try blasting those from your speakers! All in all, this new album of Erica’s exudes summer in all its glory, from late night parties, to those summer romances that fade away with the dawn to just sinking your toes in the sand and relaxing with your nearest and dearest. Whether you are wrapping up warmly, looking forward to the sun to show itself or find yourself in a place eternally kissed by its rays, this album will whisk you away with its goodtime feel, solid songwriting and vivacious vocals that only a girl who has lived it and got the t-shirt can provide.( Nik Bernitz Pizzigoni)

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Buscadero Nights 2018 – Folk Club Torino Thom Chacon in Concerto 20/1/2018

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Le cosiddette Buscadero Nights del 2018 al Folk Club di Torino si aprono con un appuntamento importante ed atteso: Thom Chacon, tra i più interessanti songwriters americani che chiude il suo tour con un eccellente concerto nello storico ‘scantinato’ subalpino, teatro di mille e mille serate all’insegna della tradizione e della musica d’autore. Con il consueto calore e la vicinanza fisica del pubblico al palco, Thom Chacon è stato accolto e accompagnato in un concerto in cui il musicista di Durango, Colorado è stato supportato da un notevolissimo Paolo Ercoli al dobro e alla pedal steel guitar. Storie di confine, di immigrazione e sofferenza, storie in cui il west non risulta mai edulcorato o mitizzato ma riveste il suo ruolo di luogo selvaggio, duro, sempre e comunque profondamente affascinante e poetico. L’inevitabile tocco autobiografico si unisce all’osservazione della realtà complicata di questi anni e nelle storie di Thom Chacon emergono con forza e profonda sensibilità, esaltate sul palco da un approccio forte ed orgoglioso, personaggi dalla grande solidarietà, voglia di libertà e forti legami famigliari. Naturalmente il fulcro della ‘scaletta’ in programma è il nuovo disco, quel “Blood In The USA” recentissimamente pubblicato dall’italiana Appaloosa ma non mancano alcuni gioiellini dal precedente album omonimo, con “Innocent Man”, “Juarez, Mexico” e “Big River” veramente da pelle d’oca. Molte comunque sono le sorprese, rappresentate da alcune cover d’autore che mostrano le passioni e le influenze di Thom, da “Two Hearts” di Bruce Springsteen (il cui “Nebraska” a detta dello stesso Chacon è uno dei suoi ‘life changin’ albums’) a “Grandpa Was A Carpenter” di John Prine fino ad una emozionante “Even The Losers” di Tom Petty. Una serata da ricordare a lungo per l’intensità, l’umanità e la sincerità di un personaggio che sicuramente farà ancora parlare di se, una serata che ci porteremo a lungo nel cuore.(Remo Ricaldone)

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TOM PETTY’S NIGHT (Cockney London Pub, Correzzola – PD, 19/01/2018)

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Il potere universale della Musica, si sa, è incommensurabile e fortunatamente occasioni come questa prima “Tom Petty’s Night” esistono per ribadirlo a gran voce. Il biondino di Gainesville è stato per me una grandissima fonte di ispirazione e, di conseguenza, è stato davvero impossibile tirarmi indietro di fronte alla “chiamata alle armi” del Capitano Caterino Riccardi (a.k.a. Andrea Scarso). Tanti altri cari Amici e colleghi da tutta la penisola hanno risposto positivamente a questo appello, contribuendo magistralmente a riempire di grandi emozioni e good vibes il Cockney di Correzzola, già luogo di culto per noi umili appassionati del mondo delle sette note.
La serata parte subito all’insegna dei brividi con il partenopeo Guy Littell, che regala al fortunato (e numeroso) pubblico un’ emozionante interpretazione di “Crawling Back To You”. Giunge ora il turno della Country Strong Band, la nostra band, in formazione ridotta: chitarre acustiche, violino e voci. Introdotti con entusiasmo dalle parole schiette e sincere del buon Caterino, omaggiamo con grande emozione il signor Petty con le nostre rivisitazioni di “Wildflowers” e “Free Falling”, pezzi ai quali sono legato praticamente da sempre.
Giusto il tempo di cambiare chitarra al volo ed ecco che arriva sul palco Elisa Bonomo, che, accompagnata dalla washboard di Caterino e dal sottoscritto, propone una versione ruspante del classico “Running Down A Dream”.
Si prosegue con il milanese Luca Milani e le sue interpretazioni di “I Need To Know” e “Even The Losers”, quest’ultima riproposta anche in un’intima versione in lingua italiana da Stefano Sgarbossa (Lastrada). L’atmosfera inizia a scaldarsi: la backing band sale sul palco imbracciando gli strumenti elettrici e, dopo una breve presentazione, ecco arrivare direttamente dalla Toscana Cesare Carugi (assieme a Leo Ceccanti). Sarà uno dei momenti più elettrizzanti della serata, grazie alla grinta e alla passione riversate nelle roboanti versioni di “Lost In Your Eyes” e “Swingin’”, quest’ultima impreziosita anche dalla presenza di qualche membro dei Fireplaces.
Dopo un altro breve cambio di formazione, imbraccia la chitarra il triestino Frank Get, che propone due pezzi meravigliosi: “Scare Easy”, direttamente dall’era Mudcrutch, e la sempreverde “Learning To Fly”. Brividi ed emozioni a non finire. E’ ora il turno del padovano Matt Waldon, anche lui organizzatore di questo magnifico evento. “Walls” e la stupenda “You Don’t Know How It Feels” vengono suonate con trasporto ed intensità e contribuiscono a mantenere alto il livello di questa serata speciale. La backing band (formata da Diego Cominato al basso, Diego Ferrara alla chitarra e Thomas Biscaro alla batteria) si prende il suo momento di gloria chiamando anche Mr. Francesco Morosin (chitarra e voce) e assieme suonano una potente “Honey Bee”. La serata sta per giungere al termine, ma non si può non vedere sul palco del Cockney i nostri adorati “Caminetti”, ovvero The Fireplaces! Col loro solito incontenibile entusiasmo offrono un pre-finale coi fiocchi, suonando “Pirate’s Cove” e “Saving Grace”. Il momento dei ringraziamenti e dei saluti si avvicina, ma prima c’è bisogno di un gran finale di quelli indimenticabili, quindi ecco che tutti i musicisti si radunano sul palco per una lunga e potente “Mary Jane’s Last Dance”. Strumenti che si scambiano, voci che si aggiungono, l’intero locale che canta e festeggia assieme ai grandi Artisti che fino a prima si sono alternati on stage e che ora condividono tutti insieme lo stesso istante, lo stesso brivido. Come se non bastasse, una intensa e corale “I Won’t Back Down” totalmente acustica chiude questa serata davvero magica. Eventi come questo sono dei veri e propri toccasana in questo mondo dove la musica “usa e getta” è all’ordine del giorno e mi ritengo veramente fortunato a far parte di questo gruppo di persone che non si tira indietro al richiamo delle vibrazioni che uniscono e annullano qualsiasi distanza.
Grazie di cuore a tutti. (Cristian Secco)

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