Now Country ( luglio/agosto 2017)

This One's For You - Luke Combs
Si sa che l’ estate è fatta anche un po’ per “rallentare” e per rilassarsi…Così ha fatto anche la rubrica relativa al nostro “Now-Country” che vede un’ unica scaletta per i mesi di luglio ed agosto.

THIS – DARIUS RUCKER

“I don’t really know how I got here, but I’m sure glad that I did”

Parto sparando sentenze (sperando che qualcuno che mi contraddica): penso che questo sia il miglior brano di Darius Rucker (al netto delle opere d’ arte di quel “Craked rear view” targato Hootie and the Blowfish).
Una canzone carica di significato, un ringraziamento a “God” lungo 3 minuti in cui il cantante ripercorre la storia della sua vita ringraziando Dio per tutto ciò che gli è (e non gli è) successo, dai momenti belli ai momenti brutti, passando per le occasioni colte o sfuggite. Tutti eventi che lo hanno portato a “questo” (?)….E “questo” cosa sarebbe ?…
Il nocciolo della canzone lo troviamo nel primo verso, quando Darius ci descrive “This” (titolo del brano), dipingendo una tranquilla serata in famiglia in cui la bambina sta dormendo e lui si trova, semplicemente, a letto con sua moglie mentre la pioggia batte sul tetto di casa.

HEAD OVER BOOTS – JON PARDI

“You’re the Rock in my Roll”

Sciogliamo un po’ il clima creato da Rucker con una rilassatissima canzone d’ amore scritta da Jon Pardi in collaborazione con Luke Laird.
Il coinvolgente ritmo del brano è ispirazione di una serata in cui Pardi si trovava in una Dance-Hall in Texas ed osservava incuriosito coppie giovani e non-più-giovani ballare.
Da lì l’ idea di concepire una canzone d’ amore dal ritmo sciolto e ballabile in coppia.
Il risultato si chiama “Head Over Boots”.

WHOLE LOT IN LOVE – AUSTIN BURKE

“The words on this page all look like a mess”

Un nuovo volto new-country del quale mi fa piacere parlare è quello di Austin Burke, giovane ragazzo del quale ancora non si sa molto. Il suo primo album è uscito a Maggio e, tra gli altri brani questo “Whole lot in love” sta emergendo in maniera decisa.
Un semplice giro di accordi ed il racconto delle prime, comprensibili, insicurezze che emergono quando la TUA musica non la scrivi più per te stesso, ma per gli altri.

TRUCK I DROVE IN HIGH SCHOOL – MITCHELL TENPENNY

“They say ain’t nothing like the first time, and It was love at first drive”

Sicuramente più spavaldo è l’ approccio di Mitchell Tenpenny che, musicalmente parlando, possiamo dire stia “nascendo” una seconda volta.
Infatti dopo il suo primo album del 2011 sono dovuti passare ben 6 anni per rivederlo sulle scene con questo nuovo EP uscito a metà luglio (che riporta anche una cover acustica di “If the boot fits”).
Truck I drove in High School è un tuffo nei ricordi attraverso quella macchina un po’ scassata, ma tanto sudata che riportata Mitchell ai tempi (quasi) adolescenziali in cui guidandola si sentiva “The King of the Highway”.
The Score - Aaron Pritchett
TAKE A BACK ROAD – RODNEY ATKINS

“I’m lookin’ for an exit sign, gotta get out of here, get it all off my mind”

Dal vecchio truck di Mitchell Tenpenny passiamo ad una delle mie “drivin’ song” preferite. Rodney Atkins racconta la voglia di uscire dalla trafficata strada principale ed imboccare quelle che per noi sono le “strade basse” dove non c’è mai nessuno e dove guidare diventa un relax e un piacere specie se dalla radio escono le note di George Strait.

SOMEBODY ELSE WILL – JUSTIN MOORE

“Every guy here wants to make a move, I better make a move”

Un invito, un esortazione, una spinta…Non saprei esattamente come definire questo brano di Justin Moore che regala emozioni solo se si cerca di indagarne il significato.
Il pretesto del “farsi avanti” con una ragazza è usato, a mio avviso, solo come “copertina” un messaggio in realtà più profondo e complesso ovvero quello di “buttarsi”, di “rischiare”, di “fare la prima mossa”, altrimenti…Beh…Altrimenti somebody else will.
Solitamente non mi piace fare delle annotazioni negative agli artisti perchè, molto semplicemente, non sono nessuno per poterlo fare, MA…ma se incontrassi Justin sicuramente gli direi che un’ altra strofa nel brano non mi avrebbe di certo annoiato…Il ritornello è senz’altro bello e coinvolgente ma, vista l’ importanza della tematica trattata, forse una strofa e mezzo posso risultare “un po’ pochine”…

WHEN IT RAINS IT POURS – LUKE COMBS

“It’s got me thinking that her leaving is the only logical reason”

Un gran brano di Luke Combs, non si può dire altrimenti, un ritmo coinvolgente ed un testo interessante che riesce a scherzare sull’ addio dato ad una relazione che, oramai, non avrebbe più avuto senso vivere.
Luke Combs ci racconta quindi in questa canzone di una serie di fortune capitategli a seguito della sua separazione e di come la vita, al momento, non faccia altro che sorridergli e regalargli soldi, donne, vacanze, ecc…

A GIRL LIKE YOU – EASTON CORBIN

“I could sail the ocean blue, and never find, never find a girl like You”

A quanto pare Easton Corbin sembra aver trovato la “ragazza perfetta”, tanto da dedicarle un’ intera canzone imbottita di complimenti…Molto sinceramente quello che colpisce di questo brano non è tanto il testo, classica love-song ascoltata e riascoltata, quanto la parte strumentale che con una chitarra decisa ed un ritmo sostenuto è riuscirà sicuramente a coinvolgervi nell’ ascolto.

JUST GOT PAID – EMERSON DRIVE

“And We’re on our way, and it’s all okay ‘cause I just got paid”

Una bella introduzione acustica seguita da una strofa QUASI-rappata in questo brano che porta un po’ di Canada nella nostra playlist.
Just got paid, una bella sensazione, quando ogni mese arriva la “paghetta” e si vorrebbe uscire a comprare il mondo. E’ proprio su questo che verte il testo del brano che parte con il classico venerdì di sudato lavoro per poi esplodere nel ritornello con quel “sogno” chiamato week-end (“anything You want, girl You got it on the weekend”).

OUT OF THE BLUE – AARON PRITCHETT

“Sand on the bottom of my beer can, where the only plan is to have no plan at all”

Oramai lo sapete, penso che ogni tanto ci voglia un brano di puro relax, questo mese Aaron Pritchett ci viene in aiuto e ci fa godere gli ultimi istanti di quest’ estate sulle note della sua rilassatissima “Out of the Blue” (a mio avviso spettacolare e perfettamente in tema la copertina del suo album “The Score”). (Matteo Ganassi)

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