MEAN MARY “Blazing”

MEAN MARY “Blazing”

Essere innovativi ed originali nell’ambito dei suoni roots non è impresa facile e nemmeno scontata così come affrontare la tradizione nella maniera più fresca e vitale. Mary James, nota nell’ambiente artistico con il nome di Mean Mary riesce benissimo nell’intento di risultare personale, mostrando al tempo stesso grinta e poesia, forza espressiva e grazia. Nata in Alabama ma ben presto portata dai genitori in giro per gli States in una vita errabonda e nomade, Mean Mary ha assorbito le radici country, bluegrass e folk creando uno stile caleidoscopico che si è arricchito della passione per la scrittura (è recente la pubblicazione di un suo racconto pieno di risvolti noir e di suspense intitolato “Hell Is Naked” di cui questo album ne è utile compendio) e di una grande tecnica strumentale a banjo, violino e chitarra. “Blazing” ha al suo interno tutta la sua vitalità e il suo stile particolare, tutta la carica di un’artista che vuole fortemente emergere pur non concedendosi al ‘music biz’. E bastano pochi momenti dell’iniziale “Harlequin” con un violino che sembra emergere dalla polvere del passato e con una voce che veramente colpisce dritto al cuore per sciogliersi nella bellezza di una canzone che è il manifesto di un disco che sorprende e coinvolge. Strumentali come “Rainy” e “Lights, Gun, Action”, il bluegrass con la forza del rock di “Sugar Creek Mountain Rush”, la soave dolcezza del tradizionale “Rock Of Ages” rivelano quanto Mean Mary abbia da dare alla nostra musica, dal punto di vista vocale e da quello degli arrangiamenti, curati dalla stessa Miss James. Vibrante e gioiosa è poi “La La Hoopla La” con un pizzico di Louisiana e tutta la bellezza della country music più genuinamente tradizionale, “Blazing” è nuovamente uno srtumentale ricco di verve e passione per rock e jam-bands, “Gone” è quasi onirica e sognante, cantata ancora con grande calore mentre “Hell Is Naked” è teatrale e dalle tonalità ispaniche che la portano vicina al ‘border’. Mean Mary si congeda con una limpida “I Face Somewhere”, un midtempo più rock ma con sempre dietro l’angolo l’amore, sconfinato per la grande musica americana. Da conoscere! (Remo Ricaldone)

2018-05-23T19:22:37+00:00