In un panorama country dove, secondo chi scrive, dominano sempre più suoni ed arrangiamenti che non appartengono alla tradizione di questo genere musicale, fa indubbiamente piacere ascoltare un album come Time Flies che, pur non essendo un capolavoro, propone onesta e sincera new country music. John Michael Montgomery è da lungo tempo uno dei beniamini di Planetcountry e la sua voce continua ad essere, nonostante il passare impietoso delle stagioni, una delle più orecchiabili dell’intero panorama musicale a “Stelle e Strisce”.
Prodotto da una indie (le major di Nashville ormai da anni hanno abbandonato il new-country classico per un altro tipo di musica che vende meglio) Time Flies è indubbiamente un album ”out of time”, ideale per coloro che sono rimasti legati al suono degli anni ’90, quando nelle radio Americane imperversavano i vari Tracy Lawrence, Rick Trevino, Mark Chesnutt, Ty England e Clay Walker. Come dicevo non si tratta di un capolavoro, il tempo ahimè passa e la vena compositiva tende ad affievolirsi, ma il sound è gradevole e le 11 canzoni si mantengono comunque su un livello accettabile. Alcuni brani ,come l’opening What Did I Do, Drunkard’s Prayer e la conclusiva Brothers ‘Til The End. sono addirittura buoni e potrebbero entrare in classifica se avessero la spinta giusta. Country music ormai datata ma sicuramente molto meglio di tanti mega-hits del momento.