Il legame che ha unito Dwight Yoakam a Buck Owens è stato intenso e potente. Le loro vite da emigranti nel nome della più genuina country music li ha portati in epoche diverse in terra californiana, il primo a rinverdire i fasti del cosiddetto Bakersfield sound che il secondo ha contribuito in maniera decisiva a fondare. Buck è stato uno dei maestri del genere mentre Dwight lo ha aiutato a tornare in auge dopo anni di oblio. La loro amicizia è stata grande e la loro collaborazione particolarmente brillante (ricordate “Streets Of Bakersfield”, vero inno della country music made in California?).
Curiosamente Dwight Yoakam nel corso della sua ormai lunga carriera non ha mai proposto cover dell’amico Buck Owens, quasi a sottolineare rispetto e pudore per un repertorio amato profondamente. Alla morte di Buck Owens questo flusso si è sbloccato materializzandosi in un disco emozionante, il miglior tributo (assieme a quello dei Derailers) ad una figura fondamentale della storia della country music. Quindici canzoni che rappresentano il marchio di fabbrica di un’epoca, suoni ancora freschi e attuali interpretati con il cuore in mano da un Dwight Yoakam ispirato e pimpante. Pochi ma valenti i musicisti che lo accompagnano, con sugli scudi la pedal steel di Josh Grange, la chitarra elettrica di Eddie Perez e una sezione ritmica molto solida formata da Kevin Smith al basso e Mitch Marine alla batteria. Da sottolineare le immancabili “I Don’t Care”, “Act Naturally”, “Close Up The Honky Tonks”, “Together Again”, “Love’s Gonna Live Here” e “My Heart Skips A Beat” anche se si può fare torto alle altre canzoni che formano un insieme veramente eccellente. Un capitolo importantissimo della luminosa carriera di un grande country singer come Dwight Yoakam.