DANNY O’KEEFE “Home”

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Prendendo come riferimento principale la metafora dell’amato ‘old ball game’, il baseball, Danny O’Keefe ha intitolato questo progetto, voluto da parecchio, “Home”, la casa base da cui partire e a cui tornare dopo un percorso (personale e discografico) lungo e articolato. Il musicista dello stato di Washington ha dato il meglio a livello commerciale negli anni settanta con una serie di dischi prodotti da grandi nomi come Arif Mardin, Ahmet Ertegun e John Boylan e contenenti i suoi brani più conosciuti, da “Goodtime Charlie’s Got The Blues”, “The Road” (un notevole hit per Jackson Browne a fine anni settanta ripreso e tradotto in Italia da Ron), “Quits” e “Along For The Ride”. Anche se nelle decadi successive ha rarefatto le sue uscite discografiche, Danny O’Keefe non ha mai smesso di suonare e di appassionarsi alla musica, ampliando e seguendo le sue passioni interessandosi di jazz, di pop e di rock e incrociandolo a folk, country e canzone d’autore. “Home” è una coinvolgente rilettura dei momenti più importanti della sua vita musicale e il quadro di tutte le sue passioni, un disco policromo e diversificato dove trovano spazio i suoni dei suoi esordi, più acustici e legati alle sue radici, ma anche quelli che fondono atmosfere jazzy e pop con sfumature latine avvicinandolo di volta in volta, per fare qualche riferimento, a Jimmy Buffett e alle sonorità fusion di Steely Dan e di Joe Jackson. Il trittico iniziale è ispirato e piacevolissimo, da “Along For The Ride” ripresa negli anni ottanta da John Denver, alla robusta ed eccellente “Steel Guitar” e all’immortale “The Road”. Tutta la parte centrale è poi occupata dal Danny O’Keefe più legato al jazz (e simili) con “Magdalena” e “The Valentine Pieces” su tutte. La parte finale del disco lo riporta sulle tracce dell’inizio con un’altra infornata di suoi classici, da “Quits” che fu rifatta da Glen Campbell, per passare da “So Long, Harry Truman”, dalla splendida “Goodtime Charlie’s Got The Blues” per concludere con “The Hereafter”. Un disco questo importante perché riporta all’attenzione un autore di grande talento che non è mai sceso a compromessi e proprio per questo ha deciso di portare avanti una carriera coerente nei confronti dell’ispirazione del momento. Un’occasione per gustarci i suoi classici più o meno noti.(Remo Ricaldone)

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