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Pieta Brown One And All PDF Stampa E-mail
Scritto da Remo Ricaldone il 21-05-2010
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pieta_brown.jpgFiglia di uno dei segreti meglio custoditi della musica americana, il cantautore Greg Brown, Pieta è tra le figure femminili emergenti nel panorama roots, una delle più apprezzate dalla critica. “One of the best modern songwriters” è stata definita dalla rivista Sonic Boomers e non ci sono esagerazioni a questa affermazione. Con quattro produzioni al proprio attivo, Pieta Brown merita un incondizionato interesse verso la propria musica, un equilibrato e delicato mix di alt-country, folk, indie rock e blues. Questo “One And All” arriva a pochi mesi mesi dall’ep “Shimmer” prodotto dal bravissimo Don Was e si pone come l’apice della carriera della cantante originaria dell’Iowa, confermando per lei un periodo di fertilissima ispirazione. Alle spalle di Pieta Brown c’è un notevolissimo musicista e produttore, Bo Ramsey, vero deus ex machina della scena musicale che fa capo alla etichetta Red House Records che ha seguito la genesi di questo disco e ha consigliato la scelta dei musicisti in un ambito decisamente ‘low profile’ ma molto propositivo. Joey Burns, co-leader dei Calexico a cello e accordion, Brian Wilkie (già con Alison Krauss) alla pedal steel guitar, lo stesso Bo Ramsey alle chitarre acustiche ed elettriche, i batteristi JT Bates e Steve Hayes che con il bassista Jon Penner sono session men esperti e sensibili, questi sono i nomi coinvolti nell’album, inciso volutamente al di fuori del grosso giro discografico (ad Iowa City) e quasi live, con il motto ‘buona la prima’ per dare maggiore immediatezza al tutto. “El Guero”, già incisa per il precedente ep in versione acustica, ha qui una maggiore attitudine rock mentre “Faller” ha i numeri per sfondare nell’ambito radiofonico indipendente ed è stata scritta per gli eroi musicali di Pieta Brown, Tom Petty e JJ Cale. Ancora da sottolineare sono “Out Of The Blue”, “Never Did Belong”, “Calling All Angels” e “Flowers Of The Kingdom”, brani in cui emerge una classe cristallina nell’interpretare un ‘alt-country’ penetrante e ricco di poesia. Da ascoltare con attenzione ed interesse.

Ultimo aggiornamento: 06-09-2010

Pubblicato in : Recensioni, United States
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