“Coldwater” è l’album numero cinque per una singer/songwriter che si è fatta notare per collaborazioni con grandi della musica americana delle radici come John Hiatt, Dave Alvin, Charlie Sexton e molti altri e apparizioni ai più importanti talk show d’oltreoceano, da quello di David Letterman (Late Show) a quello di Jay Leno (Tonight Show). Siamo dalle parti di un alt-country proposto con grande intensità e passione, evocativo e ispirato, suonato da un ottimo trio di musicisti (gli Hot Sauce) e con la mano del compianto Jim Dickinson (in una delle sue ultime session) ad impreziosire le canzoni con le sue tastiere.
Le interpretazioni sono proposte con quella tipica ‘rilassatezza’ sudista (la McNally risiede attualmente nel Mississippi dopo periodi trascorsi a Long Island, NY e New Orleans) che ha reso grandi cantanti come Lucinda Williams e Mary Gauthier, con quel gusto speziato ed intenso derivato da un mix di country music, rock, blues e folk. Due le cover che si stagliano come ‘highlights’ del disco: “Lonesome, Ornery And Mean”, firmata da Steve Young ma portata al grande pubblico dall’indimenticato Waylon Jennings e “Positively 4th Street” di Bob Dylan, due esempi di una musicalità limpida e cristallina e di un amore per le radici incontrastato. Tra i brani firmati da Shannon spiccano per brillantezza l’iniziale “This Ain’t My Home” dal profumo blues veramente delizioso, “Jack B. Nimble” che ricorda il miglior JJ Cale (con un grande Eric Deaton alla chitarra elettrica), “Bohemian Wedding Song” a metà tra country e folk, la romantica ballad “Lovely” e “Bolder Than Paradise”, a conferma della maturità di una eccellente artista.