Se amate le sonorità tra country e pop di Keith Urban e simili ecco il disco che fa per voi. Al secondo disco Eric Church bissa la freschezza e la piacevolezza mostrata con “Sinners Like Me”, esordio che risale a ben tre anni fa. “Carolina” è una proposta in cui non mancano gli strumenti acustici (Ilya Toshinsky ex Bering Strait a banjo e chitarra acustica, Bryan Sutton e l’australiano Jedd Hughes al mandolino, Jonathan Yudkin al fiddle), affiancati da chitarre elettriche e batteria che spostano l’ago della bilancia verso suoni decisamente contemporanei che però a mio parere non scendono mai sotto la media.
Discretamente buono è il repertorio dove Eric Church è protagonista in tutti i brani, talvolta affiancato da ottimi autori come Deric Ruttan (uno dei ‘segreti meglio custoditi’ della country music canadese), Brett Beavers, Casey Beathard e Jeremy Spillman. “Lotta Boot Left To Fill” mostra l’attitudine rock del nostro, grinta e passione al servizio di una canzone dove non mancano riferimenti (nelle liriche) ai grandi della country music, da Waylon Jennings a Hank Williams mentre “Love Your Love The Most” è una delle migliori ballate, intensa e profonda. Tra questi due estremi si muove la musica di “Carolina”, nel complesso positiva e in alcuni momenti interessante, come nella trascinante “Young And Wild” (decisamente vicina allo spirito di Keith Urban), in “Ain’t Killed Me Yet” ugualmente coinvolgente, “Longer Gone” che si riprende alla grande dopo un intro un po’ discutibile per diventare poi intrigante, l’acustica “You Make It Look So Easy” e la divertente “Smoke A Little Smoke”. Tipica produzione nashvilliana dove dietro c’è qualità e bravura.