A quarantun anni, dopo una vita caratterizzata da numerosi episodi che ne hanno disegnato una personalità turbolenta e irrequieta, Tracy Lawrence celebra con questo “The Rock” il suo ‘coming home’ verso lidi più sicuri. Il musicista texano protagonista della rinascita della country music di inizio anni novanta firma un disco di ‘inspirational songs’ a carattere religioso che comunque sarà apprezzato anche da chi non impazzisce per queste tematiche.
Qui c’è infatti tutta la musicalità che ci ha fatto amare questo artista, la sua voce caratteristica che ha mantenuto bellezza e calore e una linea melodica estremamente gustosa. “The Rock” si basa sulle doti compositive di grandi songwriters di Nashville e centra l’obbiettivo grazie alla sempre preziosa qualità interpretativa di Tracy Lawrence, al terzo disco inciso per l’indipendente Rocky Comfort Records (dopo l’ottimo “For The Love” e il natalizio “All Wrapped Up In Christmas”). L’unica eccezione sta nell’introduttiva “Dear Lord” in cui si riforma il sodalizio compositivo e di amicizia con Flip Anderson, con cui furono scritte le più belle pagine del repertorio di Tracy Lawrence. Dopo questo bell’inizio l’album scorre con naturalezza tra ballate e midtempo nella più pregevole tradizione di Mr. Lawrence, con una menzione particolare per “I’m Done” composta dalla coppia Steve Seskin e Allen Shamblin, per la title-track il cui crescendo fissa uno dei migliori momenti del disco, per la trascinante “Jesus Come Talk To Your Children” (il brano più ritmato e gospel), per “Where Heaven Is” scorrevole e piacevolissima e per “Up To Him”, tenue e accorata. “The Rock” mostra chiaramente la classe di un musicista ritornato al centro dell’attenzione in un mondo in cui si tende a dimenticare presto chi non è supportato da campagne pubblicitarie aggressive e martellanti. Un disco che sta riscuotendo un buon riscontro sia nelle charts country che in quelle di ‘christian music’.