Jamey Johnson è a mio parere uno dei più genuini country singers che si siano affacciati sulla scena di Nashville negli ultimi anni. Il naturale erede di una tradizione musicale le cui tematiche sono quelle della gente comune con il suo bagaglio di sofferenza, tormento ed angoscia ma anche di gioia e speranza. Come per i suoi miti Waylon Jennings e George Jones ma anche come Hank Williams Sr., Porter Wagoner e Johnny Cash, il cantante ed autore originario dell’Alabama (che ha firmato brani di George Strait e Trace Adkins, ta gli altri) ha assemblato un disco pregnante ed intenso, distante anni luce dalle patinate produzioni di Music City.
Un disco in cui sono presenti almeno mezza dozzina di brani decisamente sopra alla media in fatto di vigore e forza espressiva…e le sue vicissitudini personali in questi ultimissimi anni sono state la sua più grande fonte di ispirazione. “High Cost Of Living”, “Mowin’ Down The Roses”, “Women”, “That Lonesome Song”, “In Color” “Stars In Alabama” sono canzoni che fanno riflettere nella loro apparente semplicità, canzoni che lasciano al tempo stesso l’amaro in bocca per certe situazioni ma anche un senso di positiva considerazione del futuro. Jamey Johnson poi dimostra di essere un eccellente vocalist, fortemente debitore nei confronti dei suoi miti ma sufficientemente personale per non risultare un semplice clone. In questo senso interessanti sono le due canzoni riprese dal repertorio di Waylon Jennings, “Dreaming My Dreams” e “The Door Is Always Open”, con la conclusiva “Between Jennings And Jones” a fungere da vero manifesto sonoro della sua proposta.