Terzo atteso disco per i Sugarland, coppia tra le più affermate dell’attuale scena country di marca nashvilliana. “Love On The Inside” conferma pregi e difetti di Jennifer Nettles, voce potente dall’estensione ampia e sicura e Kristian Bush, spalla ideale ed insostituibile nel creare una solida base con le sue chitarre e mandolino. Quando non si lasciano prendere troppo dalla voglia di assomigliare ai molti gruppi pop che inflazionano il mercato internazionale (per esempio in “Take Me As I Am” e nell’iniziale “All I Want To Do”) i Sugarland mostrano tutte le loro doti nel miscelare rock e radici, con gusto e grande capacità interpretativa.
Come nel caso dei Little Big Town non nascondono il loro amore per i suoni country, certamente non esplicandoli in maniera tradizionale ma dando quel tocco personale e molto ‘moderno’ alle loro canzoni. Ascoltando brani come “Genevieve” (dall’inizio che sembra il noto “Long Black Veil”), “Steve Earle” (bella l’idea di dedicare un titolo al grande artista), “Already Gone”, la fresca “Joey”, “We Run” e la conclusiva commovente ballad “Very Last Country Song” si può apprezzare la passione infusa in ogni nota da Jennifer Nettles e da Kristian Bush, due validi artisti che hanno creato un suono che potrà interessare sia coloro che seguono le produzioni delle major di Nashville sia gli appassionati del classico ‘american rock’. Non a caso Jennifer ha duettato recentemente con Bon Jovi.