Zane Lewis, texano di Lubbock cresciuto con una dieta a base di country music (Waylon Jennings e Merle Haggard in primis) e rock’n’roll (Lynyrd Skynyrd, Van Halen ed Elvis i suoi miti) è senza ombra di dubbio una delle più promettenti e talentuose figure che sono apparse in questi ultimi anni. Al secondo disco Zane conferma una potenza e una forza espressiva non comuni maturate attraverso una gavetta che tra l’altro l’ha portato ad aprire i concerti di gente come Dwight Yoakam, Chris Cagle e Deryl Dodd.
Unendo rock e radici al pari di Brooks & Dunn, Montgomery Gentry e Travis Tritt, Zane Lewis ha centrato l’obiettivo con un lavoro mirabilmente in equilibrio tra Texas e Nashville, prodotto da Lex Lipsitz (Wade Bowen, Shooter Jennings e Jessi Colter) e in parte da Brett James, noto producer di Music City. Dodici sono i brani che compongono l’album, quasi tutti frutto della vena di famosi songwriters nashvilliani (Brad Crisler, Bob DiPiero, Mark D. Sanders e Curt Ryle per citarne alcuni), mentre due provengono dal suo songbook, ancora in fase di maturazione. “Fly”, composta su un bus verso Nashville con il collega texano Jamie Richards e il robusto rockin’ country di “Bad Ass Country Band” firmato con Lex Lipsitz sono due significativi esempi di capacità che sicuramente ci regaleranno ancora ottima musica. Da citare ancora l’iniziale “Welcome To The Southland”, invitante quadro dell’habitat di Zane Lewis, “Come With Me”, “Off The Record” interpretata con il cuore nella vena di certe canzoni di Dierks Bentley, “A Helluva Time” divertente e dirompente così come “Becky Brown’s Daddy”. In definitiva un disco perfetto per un viaggio in auto o per un ‘open air party’ estivo. www.zanelewis.com per ulteriori infos.