Billy Yates è un country man ispirato e genuino che però ha raccolto poco, commercialmente parlando, se si considera quanto ha seminato in fatto di brani interpretati da grandi musicisti. Sei album pervasi da una musicalità al tempo stesso fedele al proprio retaggio e ‘radio friendly’ nell’accezione più positiva del termine, evidentemente ‘too country’ per la programmazione delle radio di settore. Questo settimo disco dell’artista originario del Missouri conferma in toto i pregi di un autore sensibile e di un interprete efficace e convincente.
”That’s Why I Run” non cambia le regole di una ricetta gustosa e collaudata che va avanti ormai da quasi due decadi, riuscendo ancora una volta a coinvolgere l’appassionato di country music con canzoni credibili e brillanti. Billy Yates stesso produce l’album affidandosi ai migliori nomi di Nashville, da Bryan Sutton a Mark Casstevens, da Rob Hajacos e Steve Hinson, ma la serie di session men potrebbe proseguire a lungo. Come detto la riuscita di “That’s Why I Run”, come per i precedenti lavori, sta nell’innato senso melodico, nella continua ricerca di nuovi stimoli pur restando fedele all’imprescindibile ‘three chords and a truth’, regola della country music che mette al primo posto la semplicità e la veridicità delle proprie storie.”Like A Radio” farebbe un figurone in qualche album di Brooks & Dunn (provate a chiudere gli occhi e notate le similitudini con la voce di Ronnie Dunn), “Take Me Back And Keep Me There” è soffice e scorrevole, “One House Over, Two Streets Down”, “There When He Falls” (love song ambientata nel mondo dei rodei), la nostalgica “Life” con echi di George Strait, “Happy” e “Under Your Bed” si elevano per la loro bellezza evocativa e per le sonorità country così amate dal Nostro. Billy Yates merita tutta la vostra attenzione per il suo indiscutibile talento e per una coerenza che lo rende nome di assoluto valore in una scena che ha sempre bisogno di guardare alle proprie radici. Ulteriori infos al suo sito, www.billyyates.com.