Credo che Phil Vassar sia uno dei pochi artisti del nuovo panorama country Americano a possedere uno stile del tutto inconfondibile. A parte la voce, davvero bella e avvolgente, i brani di questo musicista sono spesso costruiti su una solida base di pianoforte che, pur spostando inevitabilmente gli arrangiamenti verso il pop, li rende particolari e facilmente riconoscibili. Prayer Of A Common Man (primo album per la nuova etichetta Universal South) non sfugge a questa regola ma siccome questo è ormai diventato il marchio di fabbrica, il dischetto, alla fine, riesce a soddisfare anche i fans più intransigenti.
Il cd infatti è ricco di buona new-country music a cominciare da I Would (splendido two step) fino alla potente Baby Rock e alla title track, forse il pezzo più robusto dell’intero album. Prodotto da Mark Wright, oltre che dallo stesso Phil, Prayer Of A Common Man risente certamente di molteplici influenze, da Garth Brooks a Billy Joel, ma rimane soprattutto un classico album a-la Vassar: orecchiabile, ben costruito e raffinato.