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Josh Turner Everything Is Fine PDF Stampa E-mail
Scritto da Remo Ricaldone il 12-02-2008
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joshturner-everythingisfine.jpgIl 2007 è stato un anno particolarmente felice per Josh Turner, country singer la cui straordinaria voce ha deliziato gli appassionati con toni bassi caldissimi mai raggiunti dai tempi degli esordi di Randy Travis a cui si può accostare per l’amore incondizionato nei confronti della tradizione. Dopo il godibilissimo “Live At Ryman” purtroppo disponibile solo attraverso la catena di ristoranti Cracker Barrell (se conoscete qualcuno in partenza per gli States non mancate di richiedergli una copia, farete un grosso favore anche a lui vista anche la qualità del cibo), “Everything Is Fine” prosegue con inalterata maestria una carriera già ricca di ottima country music. Anche in questo disco infatti sono molti gli spunti di interesse che lo rendono consigliato, mostrando ancora una volta, oltre ad una voce da brividi, capacità eccellenti sia come autore che come interprete. I suoni sono pressochè perfetti, in costante bilico tra acustico ed elettrico, con una leggera preponderanza di brani medio-lenti che esaltano le tonalità della voce di Josh Turner. Grazie poi alla partnership con il produttore Frank Rogers c’è la continuità con i precedenti lavori ai quali questo “Everything Is Fine” si accosta naturalmente. Tra i momenti da sottolineare, assolutamente vincente è l’energia di “Firecracker” che con “Trailerhood” e la riedizione del classico di Johnny Horton “One Woman Man” (già nel repertorio di George Jones, tra gli altri) rappresenta il lato più brioso e frizzante di questo album. “Another Try” è uno splendido duetto con Trisha Yearwood, interpretato con una classe veramente superba, mentre la canzone che dà il titolo al disco e “Baby, I Go Crazy” sono fresche e brillanti grazie a melodie subito memorizzabili. “The Longer The Waiting (The Sweeter The Kiss)” ha nella sua melodia dal forte sapore tradizionale la sua forza evocativa che crea più di un brivido lungo la schiena, così come la conclusiva “South Carolina Low Country”, una ballata molto bella supportata come in tutto questo lavoro da una manciata di session men di grande valore.

Ultimo aggiornamento: 12-02-2008

Pubblicato in : Recensioni, United States
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