Dopo un buon live che rappresentava un momento per guardare indietro alla sua produzione, Kenny Chesney torna a riprendere le fila di un discorso che media le sue radici country, certo pop ‘made in Nashville’ e inflessioni ‘buffettiane’ che hanno caratterizzato gli ultimi album (splendido in questo senso era “Be As You Are” di qualche anno fa). Il fascino esercitato dai suoni caraibici fuoriesce ogni tanto dalle note di questo “Just Who I Am: Poets And Pirates”, lavoro che ben definisce la strada di un musicista onesto e serio. “Shiftwork”, duetto con George Strait, è semplicemente delizioso e sembra un outtake di qualche album di Jimmy Buffett, chiaro ispiratore di Kenny Chesney anche come filosofia di vita.
Scorrendo i brani di un disco equilibrato e piacevole, ci possiamo soffermare sul primo singolo estratto, intitolato “Never Wanted Nothing More”, tra i più validi dell’intero lavoro per freschezza e gusto, “Don’t Blink” e “Just Not Today” che ci ripropongono melodie perfettamente il linea con il sound di Kenny Chesney, scavando nel profondo di rapporti interpersonali e della vita di ogni giorno. “Got A Little Crazy”, ancora sincopata e latineggiante, è una riflessione sulla vita ‘on the road’ con tutti gli strani e pazzi personaggi che si incontrano, “Wild Ride” di Dwight Yoakam è un rock da FM che vede la presenza di Joe Walsh degli Eagles e, pur essendo decisamente inferiore all’originale, potrà diventare un classico dei concerti live di Kenny Chesney. Chiudono due considerazioni sulle paure e sulle incertezze che accompagnano ognuno di noi, famoso o no, durante il corso della propria vita: “Scare Me” e “Demons” sono due ballate country-pop magari non originalissime ma dignitose e, in particolare la seconda, ricca di un buon pathos. In conclusione un disco che soddisferà chi apprezza la country music più mainstream e certa ‘adult contemporary music’ di buona fattura.