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Dixie Chicks - Taking The Long Way |
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| Scritto da Remo Ricaldone il 30-08-2006 |
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A distanza di poco meno di tre anni dal doppio live “Top Of The World” e a ben quattro dal precedente album di studio, acustico, intitolato “Home”, le Dixie Chicks interrompono un silenzio discografico riempito in gran parte dalle (strumentali) polemiche seguite ad alcune loro dichiarazioni sulla guerra in Irak e sulla politica del Presidente Bush. Visto che si è parlato fin troppo sui giornali di questioni politiche e sociali è meglio soffermarci sulla musica, al di là di ogni opinione personale. L’album è a mio parere di grande spessore, sia dal punto di vista musicale sia da quello delle liriche, con un sempre più profondo coinvolgimento compositivo delle tre ragazze texane che ci propongono un sound sicuramente meno country-oriented dal punto di vista tradizionale rispetto agli esordi ma ugualmente affascinante e seducente. Tutti i brani portano la firma delle Dixie Chicks al completo, con di volta in volta l’apporto di nomi come l’ex Jayhawks Gary Louris, Dan Wilson, l’ex Heartbreakers di Tom Petty Mike Campbell, Sheryl Crow, Neil Finn, Pete Yorn e il bluesman Keb ‘Mo a dimostrazione di un ampliamento dei loro confini sonori che ora abbracciano appieno il cosiddetto suono ‘americana’ tra country music, pop e rock. “Taking The Long Way” attraverso le sue quattordici canzoni (per più di 66 minuti) è probabilmente il lavoro più intenso delle Chicks, per temi trattati e profondità nell’affrontarli, e la produzione di Rick Rubin (divenuto famoso presso i country fans per aver prodotto le ‘American Recordings’ di Johnny Cash) gioca un ruolo essenziale nel proporci tre musiciste complete. La title-track introduce il disco con una melodia che conquista subito e tutta la prima parte dell’album risulta molto intrigante con “Not Ready To Make Nice” (loro primo singolo), “Easy Silence”, “Everybody Knows” e “Bitter End” su tutte. La trascinante “Lubbock Or Leave It”, un country’n’roll potente e solido, è il ponte ideale tra le prime Dixie Chicks e questo “Taking The Long Way”, un disco che secondo me potrà tranquillamente soddisfare i vecchi fans e farne guadagnare altri grazie ad una grandissima bravura a livello vocale con impasti pressochè perfetti e a livello strumentale con un sempre costante uso di violino, mandolino e steel guitar (nelle mani del grandioso Lloyd Maines). Uno dei dischi dell’anno.
Ultimo aggiornamento: 30-08-2006
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