| Scritto da Remo Ricaldone il 26-09-2005 |
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Ancora una volta il Canada si rivela terra particolarmente fertile per quanto riguarda la musica roots. Più volte Planet Country ha proposto nomi di assoluto valore in questo ambito e The Bills è tra le più valide realtà musicali uscite dal Canada in questi anni. Già al terzo album The Bills (i cui primi due dischi sono usciti sotto il nome di The Bill Hilly Band) ci regalano un prodotto superiore alla media, un ricco viaggio attraverso folk (americano, canadese e celtico), country, sonorità latine (negli strumentali affiorano addirittura tracce di tango e influenze gitane), bluegrass e tanto altro. In un contesto interamente acustico The Bills hanno raggiunto un perfetto amalgama di suoni che ha valso loro riconoscimenti un po’ in tutto il mondo (Australia ed Europa comprese) e un futuro molto promettente. Chris Frye è il lead vocalist e chitarrista, Glenn Manders è un bassista duttile e preciso, Marc Atkinson è un mandolinista patito per ragtime e traditional jazz, Jeremy Penner è uno straordinario fiddler con nelle vene ritmo, fantasia e amore per la musica celtica e bluegrass, Adrian Dolan si propone alla fisarmonica, al fiddle e al piano. “Let Em Run” è un disco godibilissimo dalla prima all’ultima nota, molto variegato e curato nei minimi particolari. “Old Blue Bridge”, “Hello”, “Let Em Run”, lo splendido sea shantie (brani vocali della tradizione britannica marinana) “Bamfield’s John Vanden”, lo strumentale “Cambridge Set” che profuma deliziosamente di celtico, le dolci note della francofona “Oeil Au Beurre Noir”, la country ballad acustica “Which Way Away” e “Nowhere To Be” che sa di cajun, sono solo alcuni dei momenti topici di un album che intriga e che saprà intrattenere con gusto e bravura. Ulteriori infos presso la loro nuova label, www.redhouserecords.com.
Ultimo aggiornamento: 26-09-2005
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