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Jessi Alexander - Honeysuckle Sweet PDF Stampa E-mail
Scritto da Remo Ricaldone il 13-06-2005
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JAlexanderHoneysuckleSweet.jpgDebutto veramente interessante e promettente questo “Honeysuckle Sweet”, esordio discografico per Jessi Alexander, nata a Jackson, Tennessee l’anno in cui veniva pubblicato il seminale “Wanted! The Outlaws” di Waylon Jennings, Willie Nelson, Tompall Glaser e Jessi Colter. Proprio in onore dell’unico personaggio femminile coinvolto in quel progetto, il padre decise di darle questo nome segnando un pò il destino di questa notevole ‘newcomer’ nell’ambito del panorama country di Nashville. In “Honeysuckle Sweet” possiamo apprezzar tutto il sensuale lirismo di autrice e interprete di Jessi Alexander, ricco di quel fascino ‘southern’ in cui convivono radici country e blues, le sue due grandi passioni. Da rimarcare una buona vena compositiva, undici brani firmati in compagnia di grandi autori del calibro di Gary Nicholson (anche abile produttore del disco), Al Anderson, Austin Cunningham, Benmont Tench e Darrell Scott tra gli altri, ma anche il piglio deciso e maturo con il quale vengono ‘vissute’ le storie e le situazioni. Gary Nicholson fa risaltare il tutto grazie ad una mano assolutamente magica nelle vesti di producer, scegliendo il meglio che può offrire Nashville dal punto di vista strumentale: Richard Bennett, il canadese Colin Linden, Dan Dugmore e Bryan Sutton fanno un grande lavoro alle chitarre elettriche ed acustiche, gli stessi Dan Dugmore (lap steel e pedal steel) e Bryan Sutton (banjo, mandolino e mandocello) aggiungono sonorità più tradizionali mentre curatissime sono le armonie vocali (Sonya Isaacs, Jon Randall, Darrell Scott, Wendy Waldman e l’ex Jayhawks Gary Louris ottimi protagonisti) che sono uno dei punti di forza dell’album. Già tre sono stati i singoli pubblicati con buon successo nelle classifich country, “Honeysuckle Sweet”, “Make Me Stay Or Make Me Go” e “Canyon Prayer”, indubbiamente tre momenti topici del disco. Non da meno sono comunque canzoni come “Unfulfilled”, “Holdin’ Back Your Love”, “This World Is Crazy” e “The Long Way”, tutte validissime e credibili country songs. Quella di Jessi Alexander è l’ulteriore dimostrazione dello stato di ispirazione della scena di Nashville al femminile che nell’ultimo anno ha proposto una serie di nuovi nomi di assoluto valore, da Gretchen Wilson a Julie Roberts, da Shelly Fairchild a Miranda Lambert, tutte in grado di ravvivare i legami con la tradizione seppur in maniera personale e moderna.

Ultimo aggiornamento: 13-06-2005

Pubblicato in : Recensioni, United States
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