| Scritto da Dino Della Casa il 04-01-2005 |
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Chi sia Willie Nelson lo sanno tutti (e se c’è qualcuno che ancora lo ignora, temo che il suo recupero sia oramai senza più speranza alcuna). Negli ultimi tempi il nostro è risultato particolarmente parco nelle registrazioni di studio, quanto si è invece dimostrato attivo nelle apparizioni dal vivo: si vedano i vari Stars & Guitars del 2002, Live & Kickin’ del 2003 – entrambi accreditati a Willie & Friends - e Live at Billy Bob’s Texas datato 2004. Se i risultati non erano stati propriamente entusiasmanti, specie per l’ultimo dei tre, questo Outlaws & Angels si eleva al disopra della media, pur con dei necessari ‘distinguo’ da sottolineare. Non si tratta di un disco di musica country, questo è bene precisarlo fin dall’inizio; Willie è presente con alcune delle sue canzoni, c’è la family band, ma ci sono anche altri musicisti sul palco e soprattutto il repertorio spazia ben oltre i confini della country music. Willie stesso aveva da sempre rifiutato di essere confinato all’interno di etichette che gli sarebbero state inevitabilmente strette, in quanto la sua produzione discografica spazia dal jazz al blues, dal reggae al folk, dal pop al revival, senza dimenticare comunque la fetta più corposa della sua discografia, indirizzata alla country music del filone outlaw. La presenza in questo CD, registrato dal vivo a Los Angeles e filmato per l’occasione, di personaggi fra loro estremamente eterogenei non deve fare storcere il naso ai puristi di Willie, bensì va considerata come un’opportunità di ascoltare espressioni artistiche lontane dai nostri sentieri musicali più familiari, ma non per questo disprezzabili e resta comunque a testimoniare il carisma di Willie e la sua capacità di rendere omogeneo l’ensamble più vario e riunirlo all’ombra della sua voce e della sua Trigger, l’inseparabile e consumatissima gut-string guitar, entrambe inconfondibili. Georgia On A Fast Train (Billy Joe Shaver) vede le performances affiancate di Toby Keith, non nuovo a dettare con Willie, e Joe Walsh, che non si fa certo pregare ad entrare di prepotenza con la sua chitarra elettrica proprio durante uno dei tanti a-solo di Willie. Ancora Keith e Walsh affiancano Willie ed il grande Merle Haggard per Ramblin’ Fever, mentre Kid Rock (?) duetta con il grande vecchio in una versione stravolta e sporca di blues di Shotgun Willie. Il veterano della soul music Al Green duetta poi con Willie in Rainin’ In My Heart, brano tratto dall’ultimo album dello stesso Green, mentre è la vocalmente dotata Shelby Lynn ad affiancare il nostro nel classico Stormy Weather. Carole King ripropone il suo classico degli anni ’60 Will You Still Love Me Tomorrow, mentre Toots Hibbert, autorità della musica reggae, ripropone la versione reggae – logicamente – di quella Still Is Still Movin’ To Me che già aveva ospitato il duetto con Willie (che l’ha scritta) nel suo album True Love e riappare poi con Pressare Drop. Midnight Rider, il capolavoro di Gregg Allman, che già Willie aveva incluso nella colonna sonora della pellicola The Electric Horseman, è riproposta in chiave bluesata da Ben Harper, ma restano ancora da segnalare la rendition fortemente ‘nera’ di Opportunity To Cry (di Willie) ad opera degli Holmes Brothers, la parentesi rock-blues dei Los Lonely Boys con Cisco Kid, le superlative performances di Pancho & Lefty (Townes Van Zandt) e Mama Tried (Merle Haggard), ancora insieme a Toby Keith e Merle Haggard, la strascicata interpretazione di Lucinda Williams e la sua Overtime, la blues-jazzata perla di Comes Love con Rickie Lee Jones che duetta con Willie, il quale si adatta a meraviglia ai repentini cambiamenti di stile. In chiusura ancora la sorpresa di Keith Richards, chitarrista degli Stones, per We Had It All, raggiunto al piano da Jerry Lee Lewis ed affiancato dal grande Merle e da Kid Rock (??) per un’indiavolata versione di Whole Lotta Shakin’ Goin’ On. Willie decide poi di chiudere lo show con un classico gospel, affiancato dalla sua family band e da Merle Haggard: I’ll Fly Away è l’apoteosi di una serata indimenticabile e l’ennesima conferma (ma non ce n’era bisogno) della versatilità, del carisma e della caratura del grande vecchio della country (e non solo) music: Willie Nelson.
Ultimo aggiornamento: 04-01-2005
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