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Brian Burns - Heavy Weather PDF Stampa E-mail
Scritto da Dino Della Casa il 03-01-2005
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BBurnsHeavyWeather.jpgGiunto al quarto album come solista, Brian Burns è uno dei tanti segreti musicali meglio custoditi del Texas. Cantautore maturo ed affascinante, ha esordito nel 1997 con un CD dal titolo intrigante di Highways, Heartaches & Honky-Tonks, quasi un compendio tutto ciò che ruota attorno alla country music. Due anni dopo è la volta dell’altrettanto interessante Angels & Outlaws, che contiene l’esilarante Welcome To Texas, umoristico invito a visitare il Lone Star State, ma sottolineando l’opportunità di ritornare ciascuno a casa propria una volta finito il soggiorno e lasciare quindi il Texas ai Texani. A distanza di altri due anni esce un nuovo CD, The Eagle & The Snake: Songs Of The Texicans, stavolta dedicato all’eterna contrapposizione fra Texani e Messicani, confronto che trovò il suo apice nella battaglia di Alamo del 1836. Brian Burns è dotato di una bella voce particolarmente adatta al ruolo della recitazione tipicamente cantautorale, a volte molto vicina a quella di un altro grande cantautore Canadese, Gordon Lightfoot, del quale viene riproposta in questa sede una lunghissima versione (oltre otto minuti) della tragica ballata The Wreck Of The Edmund Fitzgerald, cronaca a posteriori del naufragio dell’omonima imbarcazione che trasportava barre di ferro a Cleveland, Ohio sulla rotta che attraversa i grandi laghi. Già con l’iniziale Heavy Weather, title-track dell’intero album, ci si rende facilmente conto della figura di Brian: cantautore attento e sensibile, dotato polistrumentista ed interprete appassionato delle canzoni sue e di altri autori che, come lui, condividono l’amore per la loro terra e per le persone che l’abitano. The Rain Bifore A Hurricane, la messicaneggiante Hurricane Casey, la spigliata Fisherman’s Blues la meditativa, introspettiva ed autobiografica Indianola, la drammatica The Train Wreck At Kiowa Creek, la cover di Madison a firma della cantautrice Jude Cole, la condivisibile Broke Down In Tulsa, dove la voce a volte sembra spezzarsi, come succede al cuore del nostro eroe, lontano da casa ed in compagnia solo del suo orgoglio, sono tutti quadretti di vita quotidiana. La nervosa Drink The Drivin’ Rain si eleva al disopra della media – pur alta – delle composizioni di questo CD, Thunderstorms & Tyler Roses ha il passo tipico delle cose migliori di Tom Russell, ma è opera di Brian. Tom Russell a volte ha collaborato con Brian e Brian ha riproposto la sua famosa Gallo de Cielo nel terzo CD. E’ già con Scream che Brian Burns si avvicina vocalmente a Lightfoot, ma la simbiosi è praticamente perfetta nella succitata The Wreck Of The Edmund Fitzgerald: un vero e proprio capolavoro, con tanto di una lugubre campana di bordo che ha un rintocco per ciascuno dei ventinove membri dell’equipaggio periti nel disastro. L’amara critica di Nothin’ To Say (Austin vs. Nashville) merita un discorso a parte. Si riferisce al momento in cui Brian Burns apprende dalla radio della morte di Waylon Jennings e si rende conto che non si sentiva Waylon alla radio dal 1982: ci vuole allora la morte di un grande come lui per riportarlo all’attenzione degli ascoltatori? Tutta la canzone si sviluppa sul dualismo fra la superficialità e l’attenzione al mero tornaconto economico (personificata da Nashville, capitale della country-music più conservatrice e tradizionalista) contrapposta alla spontaneità ed alla indipendenza economica dalle ragioni del bieco business (rappresentate da Austin, novella capitale della Texas country music). Una grande canzone di protesta e di condanna per tutto ciò che manca di sincerità. Heavy Weather è un gran disco e Brian Burns è un gran cantautore. Cosa vi serve ancora per andare a scoprire la sua produzione?

Ultimo aggiornamento: 03-01-2005

Pubblicato in : Recensioni, United States
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