Menu Content/Inhalt
Home arrow Recensioni arrow United States arrow I See Hawks In L.A. - Grapevine

Login Form






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Utenti del sito

435 registrati
0 oggi
0 questa settimana
31 questo mese
Ultimo: annac

Syndication

I See Hawks In L.A. - Grapevine PDF Stampa E-mail
Scritto da Remo Ricaldone il 26-08-2004
Valutazione utenti    (Nessun voto)
Visite articolo 651    

ISHILAGrapevine.jpgI See Hawks In L.A., band californiana con due album all’attivo, è una delle formazioni più affascinanti che abbia ascoltato in questi ultimi tempi. E ascoltando questo loro “Grapevine” non si possono avere dubbi sulla loro provenienza. Il loro è un country-rock molto personale con profonde reminiscenze psichedeliche che rimandano al nome di Gram Parsons, inevitabilmente citato quando le radici country e folk incontrano sonorità come certo rock degli anni sessanta e settanta. La ‘cosmic cowboy music’ che fece di Gram un precursore nelle sue avventure musicali prima con Byrds e Flying Burrito Brothers e poi da solo fino alla prematura morte avvenuta nel 1973 è alla base delle influenze dei I See Hawks In L.A., musicisti dalla solida esperienza nel Sud della California. Robert Rex Waller Jr. è un lead vocalist dotato di estrema duttilità e in grado di affrontare in maniera credibile brani tradizionali, country ballads oppure oniriche e nervose rock songs; il solido basso di Paul Marshall (già con Rose Maddox, George Highfill e la rock band Strawberry Alarm Clock) è un punto di riferimento importante per il gruppo mentre Brantley Kearns, fiddler stimatissimo ed eccellente protagonista con Dwight Yoakam, Rick Shea e Dave Alvin, sposta il baricentro verso la country music e Paul Lacques con le sue chitarre e la sua steel impreziosisce un suono sempre godibile. “Grapevine” gioca le proprie carte basandosi sulla varietà di temi che però risultano sempre legati l’uno all’altro e non un semplice accostamento di canzoni. In “Stayed Away” il sound ci riporta alla ‘golden age’ del country-rock negli anni ’70 ricordando i New Riders Of The Purple Sage e i Flying Burrito Brothers, “The Salesman” è un genuino bluegrass in cui spicca il banjo di Cody Bryant, “Still Want You” è una cadenzata canzone country nella migliore tradizione del genere, “Wonder Valley Fight Song” e “Hitchhiker”, in maniera diversa (la prima più aggressiva, la seconda più rilassata) ci propongono due splendide road songs, “Harvest” mi ricorda i primi Mavericks con un Raul Malo più country di quello conosciuto in seguito, “Hope Against Hope” è una sorta di manifesto ecologista sulle note di un delicato arrangiamento elettro-acustico. Questi sono solo alcune citazioni di un album di indubbio valore che merita di essere conosciuto e apprezzato. www.iseehawks.com è il sito della band, altamente consigliato.

Ultimo aggiornamento: 26-08-2004

Pubblicato in : Recensioni, United States
Stampa l'articolo Invia a un amico Articoli correlati

Commenti utenti (0)

Nessun commento postato

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.5 © 2007-2012 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement

Sondaggi

Cos'è più importante nel scegliere una serata country?
 

Eventi Planetcountry

044.jpg

Chi e' online

Abbiamo 17 visitatori online

Statistiche

Visite totali: 234196
Pagine totali: 2532716
Statistiche dal 09-10-2007

Visitatori per Paese

Totals Top 10
 63 % Italy
 24 % United States
 4 % China
 < 1.0 % Sweden
 < 1.0 % Germany
 < 1.0 % Russian Federation
 < 1.0 % Unknown
 < 1.0 % France
 < 1.0 % Australia
 < 1.0 % Ukraine