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I See Hawks In L.A. - Grapevine |
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| Scritto da Remo Ricaldone il 26-08-2004 |
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I See Hawks In L.A., band californiana con due album all’attivo, è una delle formazioni più affascinanti che abbia ascoltato in questi ultimi tempi. E ascoltando questo loro “Grapevine” non si possono avere dubbi sulla loro provenienza. Il loro è un country-rock molto personale con profonde reminiscenze psichedeliche che rimandano al nome di Gram Parsons, inevitabilmente citato quando le radici country e folk incontrano sonorità come certo rock degli anni sessanta e settanta. La ‘cosmic cowboy music’ che fece di Gram un precursore nelle sue avventure musicali prima con Byrds e Flying Burrito Brothers e poi da solo fino alla prematura morte avvenuta nel 1973 è alla base delle influenze dei I See Hawks In L.A., musicisti dalla solida esperienza nel Sud della California. Robert Rex Waller Jr. è un lead vocalist dotato di estrema duttilità e in grado di affrontare in maniera credibile brani tradizionali, country ballads oppure oniriche e nervose rock songs; il solido basso di Paul Marshall (già con Rose Maddox, George Highfill e la rock band Strawberry Alarm Clock) è un punto di riferimento importante per il gruppo mentre Brantley Kearns, fiddler stimatissimo ed eccellente protagonista con Dwight Yoakam, Rick Shea e Dave Alvin, sposta il baricentro verso la country music e Paul Lacques con le sue chitarre e la sua steel impreziosisce un suono sempre godibile. “Grapevine” gioca le proprie carte basandosi sulla varietà di temi che però risultano sempre legati l’uno all’altro e non un semplice accostamento di canzoni. In “Stayed Away” il sound ci riporta alla ‘golden age’ del country-rock negli anni ’70 ricordando i New Riders Of The Purple Sage e i Flying Burrito Brothers, “The Salesman” è un genuino bluegrass in cui spicca il banjo di Cody Bryant, “Still Want You” è una cadenzata canzone country nella migliore tradizione del genere, “Wonder Valley Fight Song” e “Hitchhiker”, in maniera diversa (la prima più aggressiva, la seconda più rilassata) ci propongono due splendide road songs, “Harvest” mi ricorda i primi Mavericks con un Raul Malo più country di quello conosciuto in seguito, “Hope Against Hope” è una sorta di manifesto ecologista sulle note di un delicato arrangiamento elettro-acustico. Questi sono solo alcune citazioni di un album di indubbio valore che merita di essere conosciuto e apprezzato. www.iseehawks.com è il sito della band, altamente consigliato.
Ultimo aggiornamento: 26-08-2004
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