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Lee Kernaghan - Biografia |
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| Scritto da Gianluca Sitta il 04-04-2004 |
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Milioni di dischi venduti, concerti sempre sold out e tour massacranti attraverso un continente lo hanno reso un punto di riferimento per molti giovani Australiani che si riconoscono in lui e nelle sue canzoni. Dalle grandi città della costa ai piccoli paesini sperduti nell’outback, tutti sembrano impazziti per "il ragazzo del bush" e per la sua musica fatta di speranza e di voglia di non arrendersi, virtù indispensabili per chi decide di tirare avanti allevando bestiame o coltivando la terra. Attento osservatore della vita e della cultura Australiana Lee, con la preziosa collaborazione di Garth Porter e di alcuni dei migliori songwriters "down under", ha scritto moltissime canzoni su ciò che rende i suoi connazionali così speciali, focalizzandosi in particolare su valori come amicizia e lealtà e sull’importanza di saper ricominciare anche quando tutto sembra andare storto. Figlio di un famoso musicista country degli anni ’50, il nostro eroe debutta nel 1992 con The Outback Club e subito il nome di Lee Kernghan si abbatte come un fulmine sul mondo della musica country Australiana, creando un fragore molto simile a quello che fece negli States Garth Brooks quando pubblicò No Fences. Sia Garth Brooks che Lee Kernghan sono sicuramente dei pionieri: hanno cambiato, ognuno a casa propria, il modo di fare country music e hanno aperto una strada subito affollata da migliaia di altri musicisti. Potrei aggiungere che entrambi rimangono ancora gli insuperati maestri, ma questo è un giudizio personale e quindi non fa testo. Dopo The Outback Club è la volta di Three Chain Road, l’album della consacrazione allo status di superstar da milioni di dollari. Lee è ormai famossimo, incide un duetto con Trisha Yearwood (Save The Land), comincia a riempire gli stadi e i concerti diventano sempre più "tirati". I brani sono fantastici: Cause I’m Country, Cobar Line, Collingullie Station e Dust In My Boots riescono a trasmettere tutto lo spirito intrinseco di una Nazione. Nel 1995 esce 1959 dove il protagonista parte per un immaginario viaggio musicale volto a recuperare le proprie radice di ragazzo di campagna. L’album è molto bello e profondo ma meno new-country dei precedenti e in molti cominciano a pensare che Lee Kernaghan abbia ormai le pile scariche. Finalmente nel 1998 esce Hat Town e l'artista ritrova, come per magia, tutta la sua musica. L’album è lucido, tirato e tagliente. Lee balza di nuovo in testa alle charts e viene procalmato Hitmaker of The Decade. Dopo Hat Town è la volta del natalizio The Christmas Album e di The Rules Of The Road dove ripropone alcuni dei brani più famosi delle country music Australiana. Ed eccoci infine ai nostri giorni e a Electric Rodeo, l’album studiato e registrato (a Nashville) appositamente per permettere a Lee Kernaghan di conquistare il mercato discogafico Americano. La cosa ovviamente non è facile per un cantante country nato fuori dagli Stati Uniti, ma se al mondo esiste qualcuno che ha le carte in regola per riuscire nell’impresa, questo è sicuramente Lee Kernaghan. Buona fortuna amico. (more info at www.leekernaghan.com).
Ultimo aggiornamento: 04-04-2004
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