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Josh Turner - Long Black Train PDF Stampa E-mail
Scritto da Remo Ricaldone il 25-12-2003
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JTurnerLongBlackTrain.jpgAscoltando il debutto discografico di Josh Turner, cantante proveniente da Hannah, South Carolina ci si rende conto della grande vitalità del mondo della country music che, nonostante i periodi in cui le influenze pop si fanno più pesanti, gode della capacità di rivolgersi alle proprie radici con rinnovato vigore e ispirazione che ogni volta ci sorprende favorevolmente. “Long Black Train” infatti soddisfa l’appassionato che cerca suoni che facciano riferimento alla tradizione country senza per questo risultare meno appetibile per coloro che magari si avvicinano per la prima volta a questo mondo musicale. Josh Turner va a collocarsi in quella schiera di musicisti che a Nashville perseguono una via più tradizionale e fa ben sperare il fatto che una major come la MCA abbia creduto nelle sue capacità che sono notevoli. Quello che colpisce subito è la voce di Josh Turner, una delle più belle ascoltate da parecchio tempo a questa parte, ricchissima di sfumature e con un calore e una ‘colorazione’ sui toni bassi straordinaria. Basti ascoltare “Long Black Train”, singolo pubblicato alcuni mesi fa (e uno dei tre brani scritti da Josh Turner in questo disco) per trovarci di fronte ad una canzone di grandissimo valore, una delle più intriganti di quest’anno. “Jacksonville”, altra melodia eccellente in perfetto bilico tra acustico ed elettrico (e con l’armonica del mitico Charlie McCoy) e la corposa “Backwoods Boy” (con una bella accoppiata banjo/fiddle) ci fanno capire che il Nostro è dotato di una buonissimaa vena compositiva. Le covers sono scelte con grande attenzione tra canzoni scritte da autori le cui radici country sono espresse in maniera chiara e convincente: “What It Ain’t” (Tim Mensy e Monty Criswell) è una delle più trascinanti e ballabili, “I Had One One Time” (Harley Allen e Don Sampson) è per contro una ballata in cui risalta la grande voce di Josh Turner così come nella classica “Unburn All Our Bridges” (Jamie O’Hara), in “The Difference Between A Woman And A Man” (Bobby Braddock), in “She’ll Go On You” (Mark Narmore) e in “In My Dreams” (Casey Beathard e Tony Martin). Sul versante più ritmato e trascinante si segnalano poi le belle “Good Woman Bad” e “You Don’t Mess Around With Jim”, buona versione di un vecchio brano di Jim Croce ripresa qualche anno fa anche da Ty Herndon. In definitiva quello di Josh Turner è a mio parere un nome da appuntarsi sul proprio taccuino e che merita la vostra attenzione. Un punto a favore della bistrattata (talvolta a ragione) scena country di Nashville che mostra segni di risveglio rispetto al mainstream pop che impera in questi anni.

Ultimo aggiornamento: 25-12-2003

Pubblicato in : Recensioni, United States
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