Il legame che ha unito Dwight Yoakam a Buck Owens è stato intenso e potente. Le loro vite da emigranti nel nome della più genuina country music li ha portati in epoche diverse in terra californiana, il primo a rinverdire i fasti del cosiddetto Bakersfield sound che il secondo ha contribuito in maniera decisiva a fondare. Buck è stato uno dei maestri del genere mentre Dwight lo ha aiutato a tornare in auge dopo anni di oblio. La loro amicizia è stata grande e la loro collaborazione particolarmente brillante (ricordate “Streets Of Bakersfield”, vero inno della country music made in California?).
Elizabeth Cook incarna perfettamente lo spirito della country music con un suono legato a filo doppio alle proprie radici ma con il fascino fresco e frizzante che la rende affascinante anche al pubblico che segue la scena contemporanea. Nel 2002 aveva avuto la propria occasione per sfondare con “Hey Y’All”, disco proposto dalla Warner Bros. che poi l’aveva scaricata a causa di vendite non all’altezza delle aspettative. Un vero peccato perché Elizabeth Cook è una cantante e una autrice di talento e lo ha dimostrato negli anni seguenti pur dovendosi accontentare di budget più ridotti. “This Side Of The Moon” (del 2004) e questo “Balls” sono infatti due album godibilissimi, cantati con passione e classe notevoli.
Recensire l’ultimo album di Garth Brooks che (almeno per chi scrive) rappresenta il più grande new-country singer di tutti i tempi diventa piuttosto difficile perché si rischia di trasformare la recensione in una sequela ininterrotta di lodi e complimenti. Ma siccome questo The Ultimate Hits (34 brani stellari compresi alcuni inediti + DVD) è il classico dischetto che non può assolutamente mancare in una qualunque discoteca che si rispetti, questa recensione sarà proprio una sequela di lodi e complimenti. Si badi bene che ho scritto discoteca e non discoteca country, perché Mister G supera i confini e le etichette e da tempo appartiene al ristretto club dei miti della musica leggera.
Doppia stupenda compilation Australiana (disponibile presso The Country Music Store Brisbane -vedi pagina dei links-) suddivisa tra artisti Australiani (CD 1) e Artisti Internazionali (CD 2) con il meglio di Country Music Channel. Ecco i brani. Disco 1: Aussie Philosophy – Steve Forde, Once In A Lifetime (Single Version) (London Mix) – Keith Urban, Listen To The Radio – Lee Kernaghan, Poster Girl (Wrong Side Of The World) – Beccy Cole, Cigarettes & Whiskey – Adam Brand, Nothing At All – Kasey Chambers, Swingin' Door – Catherine Britt, Higher Than Heaven – James Blundell, Six Pack Short – Sunny Cowgirls, Full Tank – Travis Collins, Something That My Heart Does – The McClymonts, Making Memories – Luke O’Shea, Big World Small World – Melinda Schneider, The Way You Make Me Feel – Paul Costa Duet With Aleyce Simmonds, Then There's Me – Dianna Corcoran, Hope For Me Yet – Nick Kingswell, Hard Earned Money – Matt Scullion, Leavin' You For Myself – Nicki Gillis, Little River Town (Howlong NSW) – Bobkatz, The Lonely Road – Amber Lawrence, Raised On The Road – Davidson Brothers.
Lee Kernaghan has done it again on his 9th album with another brilliant collection of 17 amazing songs. He is destined to win another uteload of Golden Guitars for this stellar album. Some of his older songs culled from other albums that reflect the spirit of the bush that he is so passionate about are also included. Lee’s voice is so pure and clean from using analog sound instead of digital technology to get that warmer quality he likes, and he even used older equipment to achieve the desired sound. His voice is soft and as smooth as silk and there isn’t that raspy quality heard on “The New Bush”. The only drawback is the lyrics are not included in the insert. Several of the songs were included on “Electric Rodeo 2” and the lyrics were not included on that CD either.
Iniziamo con questo cd una serie di recensioni dedicata ai dischi del passato. Si tratta di una sorta di “Oldies butGoldies” tesa a recuperare la grande musica degli scorsi decenni. Album stupendo (il settimo per la Stony Plain) incentrato sul mondo del workin’ cowboy delle grandi pianure Canadesi, Lost Herd viene pubblicato nel lontano 1999 e rappresenta sicuramente uno dei lavori migliori del singer Canadese. Registrato tra Toronto e Nashville (con l’eccezione di un paio di pezzi incisi nella sua fattoria alla periferia di Calgary) il compact non racconta le mitiche storie dell’epopea del West popolate di cowboys , indiani e outlaws, ma si snoda attraverso una lucida, amara e poetica narrazione della vita del vaquero dei nostri giorni.