Tom Curtain era già stato ospite delle pagine di Planetcountry nel lontano 2004 in occasione dell'uscita del suo debut album Smack Bang (vedi reviews). Ora il nostro cowboy "Down Under" ritorna con questo nuovo Heatwave prodotto come sempre da Garth Porter (già producer fra l'altro di Lee Kernaghan e Gina Jeffreys) e affidato alle cure dei migliori sessions Australiani. Nonostante il suono sia leggermente più internazionale e meno "outback" del precedente Smack Bang, Heatwave rimane comunque un album decisamente country dove si parla di Wild Horses, Wearing Out Leather e soprattutto Born Out Here.
“The Long Way Home” è il bel titolo del disco numero sette (se si escludono le compilation) per la cantante canadese, una delle figure femminili che a Nashville ha contribuito a mantenere vivo lo spirito country con una sempre ispirata ‘cowgirl’s attitude’. A tre anni dal precedente ottimo “Life Goes On” Terri firma un lavoro in cui per la prima volta ha il ‘pieno controllo’ della propria musica, firmando tutte le canzoni (anche se talvolta con le valide spalle rappresentate da Jon Randall, Leslie Satcher, Bobby Pinson, Gary Burr, Tom Shapiro, tutti straordinari songwriter) e producendo da sola il disco
David Rawlings ha legato il proprio nome a quello di Gillian Welch, una delle principali protagoniste del revival della musica tradizionale negli Stati Uniti, con la quale ha formato un sodalizio ispirato e di grande qualità. Ora, praticamente a ruoli invertiti, ci propone quelle che sono le sue influenze e le sue radici musicali in un disco affascinante e ricco di spunti di rilievo.
Sam Bush è un artista di straordinaria grandezza. Mandolinista e fiddler dalla tecnica completa e raffinata capace di travalicare i generi della musica americana, si è fatto notare al grande pubblico in primis come membro dei New Grass Revival (pur con una ricca e articolata gavetta fin dall’adolescenza) e poi come session men tra i più ricercati. La sua passione per la musica nell’accezione più ampia del termine (bluegrass, folk, country ma anche rock, reggae, jazz) lo ha portato ad affinare uno stile, soprattutto al mandolino, ricco e sempre originale
Lady Antebellum Need You Now, Josh Turner Haywire,Gretchen Wilson Greatest Hits, Josh Thompson Way Out Here, Chris Cagle Best Of, Eleven Hundred Springs This Crazy Life, Adam Carroll Hard Times, Cody Johnson Six Strings One Dream , Dub Miller Four day March, Amos Morris Life Goes On, Rachel Richards Beautiful Dreams, Sunny Cowgirls Summer, Vince Gill Love Songs, Randy Kohrs Quicksand, Allison Moorer Crows, Jesica Harps A Woman Needs, Michelle Branch Everything Comes and Goes, Jerry Audley Audley Enough, Sarah McMonagle Tea On Tuesday e The McClaymonts Wrapped Up Good.
Chi segue con attenzione la scena country di Nashville ha probabilmente già incrociato il nome di Vince Melamed nei ‘credits’ a livello di autore. Vince è infatti uno dei compositori dietro a buona parte delle produzioni delle star nashvilliane di questi anni, uno dei musicisti che hanno arricchito e contribuito a creare una vera e propria scuola a Music City. Come parecchi suoi colleghi (Pat Alger, Craig Bickhardt, Jon Vezner, Bob DiPiero per citarne alcuni) trova anche il tempo di proporre in proprio le sue canzoni, naturalmente con uno spirito diverso, più cantautorale e rilassato.